Oltre 200 in piazza per il clima «Feltre dichiari l’emergenza»

FELTRE. La richiesta al comune di Feltre è stata forte e netta. «Dichiarate lo stato di emergenza climatica ed ambientale».

A domandarlo il gruppo locale di Fridays for Future, ieri sceso di nuovo in piazza in occasione del secondo sciopero degli studenti contro i cambiamenti climatici.

Meno numeroso del 15 marzo il corteo, ma ugualmente motivati e preoccupati gli oltre 200 manifestanti partiti da Prà del Moro e giunti sino a Piazza Maggiore, prima di concludere il percorso in zona Manifattura.

D’altronde era la seconda mobilitazione su scala mondiale, ispirata ancora una volta dal grido d’allarme lanciato dalla giovane attivista Greta Thunberg. In questi due mesi gli studenti si sono uniti, studiando nei minimi particolari qualcosa che coinvolgesse attivamente compagni di classe e familiari. Così ieri, oltre agli interventi di esperti, sono stati organizzati alcuni laboratori didattici. Tanti gli striscioni e non sono mancati pure dei cori. Ma il messaggio più forte degli organizzatori è stato proprio quello rivolto al comune di Feltre.

«L’Italia è stato uno dei Paesi che ha portato il maggior numero di persone in piazza a marzo», hanno raccontato i giovani al microfono. «Tuttavia, secondo noi la risposta delle nostre istituzioni non è stata altrettanto significativa. Nel frattempo il Regno Unito ha dichiarato lo stato di emergenza climatica, a seguito delle lunghe proteste cittadine promosse dal movimento Extinction Rebellion. Fortunatamente, quattro giorni fa il medesimo provvedimento ha ricevuto l’approvazione del comune di Milano. Parliamo di un gesto simbolico, ma nei prossimi giorni consegneremo una lettera per chiedere al sindaco Paolo Perenzin di fare la stessa cosa».

Più in generale, riguardo la protesta, «le critiche ricevute dopo essere scesi in piazza a marzo han dimostrato come sia necessario creare una sensibilità generale più forte. Quella di adesso, infatti, non riesce ad essere ancora condivisa. I cambiamenti climatici sono un problema di tutti, al di là dei colori politici. Non c'è un pianeta B, dobbiamo agire in fretta e da subito con piccoli ma fondamentali gesti». —

Gianluca Da Poian

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