E' morto l'artista ed inventore Massimo Facchin, aveva 102 anni

E' morto all'età di 102 anni Massimo Facchin, artista, reduce di Russia, uomo di grande ingegno e cultura. Massimo Facchin è scomparso nel pomeriggio di oggi, sabato 24 novembre, dopo una breve malattia.
Nato a Lamon, si era trasferito nel dopoguerra a Belluno. Insegnante, scultore e pittore, le sue opere sono in tutta la provincia ma anche in tutta Italia.
«È stato sicuramente un personaggio eclettico, fantasioso, e desideroso di coinvolgere i giovani, prima come maestro e professore, poi con le sue numerose attività. - lo ricorda il Sindaco, Jacopo Massaro – Un artista, un inventore di strumenti e meccanismi con i quali spiegava ai ragazzi i meccanismi dell'universo, e un reduce di Russia, un'esperienza che non mancava di ricordare ai più giovani, ma anche agli adulti, in occasione delle cerimonie pubbliche; suoi sono i monumenti ai caduti in Russia alla chiesa di Mussoi e al Parco Città di Bologna, il “monumento al mulo” al parco della stazione ferroviaria e gli stemmi che circondano la fontana di Piazza dei Martiri. Una figura importante per la comunità e per la città: personalmente e a nome di tutta l'amministrazione, mi stringo alla famiglia Facchin in questo doloroso momento».
Anche l’Associazione Bellunesi nel Mondo partecipa al grande lutto che ha colpito la famiglia. «Dopo Augusto Murer e Franco Fiabane, perdiamo un altro dei migliori artisti che, con le sue opere, ha affrontato il tema dell’emigrazione bellunese», dichiara Oscar De Bona, presidente dell’Abm. «Siamo orgogliosi di aver conferito a Facchin, a Falcade nel 2016, il Premio speciale “Bellunesi che hanno onorato la provincia in Italia e nel mondo”. Proprio in quell’occasione, alla veneranda età di 100 anni, Facchin aveva lanciato un messaggio al pubblico di giovani studenti presenti alla cerimonia: coltivare sempre le proprie passioni, con impegno e dedizione, mettendo in conto anche il sacrificio».
«Senza dubbio Facchin lascia un’eredità molto importante», prosegue De Bona, «e sono convinto che ci sono persone desiderose di seguire il suo esempio».
Il presidente dell’Abm conserva anche un caro ricordo personale: «Alla morte di mio padre Vittorino, conosciuto da tutti come “Toio fret”, Facchin mi chiamò per le condoglianze, chiedendo una sua fotografia», racconta De Bona. «Dopo breve tempo ricevetti un’incisione raffigurante il busto di mio padre».
«Di certo ci sarà il modo di ricordarlo pubblicamente in un prossimo evento dell’Associazione Bellunesi nel Mondo», conclude. «Intanto porgiamo le più sentite e sincere condoglianze a tutta la sua famiglia. Ciao Massimo».
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