Il Nevegal apre, ma per un anno. Si cercano nuovi soci e risorse

L’Alpe manterrà la gestione per la stagione invernale e anche per l’estate 2019.
i guarda al futuro: «Costruiamo una cabina di regia con a capo la Regione» 

BELLUNO

Non una, bensì due stagioni. Ci sarà ancora l’Alpe del Nevegal al timone degli impianti per la stagione invernale, ma anche per quella estiva. L’assemblea dei soci, riunitasi lunedì sera, ha infatti deciso di prolungare la gestione per un altro anno. Ma sarà l’ultimo. «Servono nuove forze per proseguire», annuncia il presidente Maurizio Curti. Nuovi soci disposti ad entrare in società con i soldi necessari per fare gli investimenti di cui il Colle ha bisogno. I ventidue che formano l’Alpe non hanno intenzione di metterne più. Garantiscono l’inverno 2018/2019 e l’estate 2019. Poi si vedrà.
L’incontro di lunedì è stato rapido. Ottenute garanzie scritte (con mail certificate) dal Comune, dagli operatori e dalla Pro loco sull’impegno economico, i soci hanno deciso di aprire gli impianti. Per il contributo promesso dalla Regione si sta cercando la formula corretta per trasferire il denaro che contribuirà a far raggiungere la famosa quota cento (mila euro) chiesta dall’Alpe per aprire gli impianti.
«Quando il Comune, nel 2012, ha deciso di dismettere gli impianti e far fallire la società che li gestiva, ha chiesto l’intervento di un gruppo di imprenditori per non far morire il Colle», ricorda Curti. «Per sei anni siamo riusciti a tenere aperta la società, ma nessuno aveva mai detto che sarebbe stato un impegno a tempo indeterminato. Bisognava trovare risorse, pubbliche e private, per progettare il futuro e questo obiettivo non è stato raggiunto. Il Nevegal è rimasto quello che era nel 2012 e i soci quest’anno hanno detto basta». Solo quando è intervenuta la Regione si sono convinti che si poteva proseguire. «È stato importante l’interessamento dell’assessore Caner», continua Curti. «Ma ringraziamo anche il Comune, gli operatori che hanno sempre collaborato per aiutarci e la Pro loco Pieve Castionese per aver raccolto il nostro appello e aver contribuito a far proseguire la gestione».
Gli operatori hanno chiesto un incontro con l’assemblea dei soci, per conoscerne le intenzioni progettuali: «L’organo con cui discutere è il CdA, che rappresenta l’assemblea e gode della sua fiducia», ricorda Curti. «Ma se gli operatori vogliono organizzare un incontro con i soci non lo ostacoleremo di certo».
«Questo CdA gestirà il Nevegal ancora per un anno», annuncia Curti. «L’unico modo per andare avanti è che in società entrino risorse e soci. Ci impegneremo fin dai prossimi giorni a creare una cabina di regia, con il cappello forte della Regione, per invogliare nuove persone ad entrare in società». Come? Curti ipotizza un aumento di capitale sociale: «Lo strumento lo vedremo, ci sono numerose possibilità», spiega l’ad Piero Casagrande.
«Servono nuove forze», ribadisce Curti. «Ad esempio attività che già svolgono questa attività nella parte alta della provincia». La società Alpe del Nevegal rimarrà in vita, «per non buttare al vento quanto di buono fatto finora».
E il famoso piano degli investimenti presentato in settembre al Comune? Almeno per quest’anno non sarà attuato: «Lo avevamo fatto solo per evidenziare le necessità del Colle», afferma Casagrande. «Vedremo gli sviluppi». —


 

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