Colpito da choc anafilattico, salvato un 22enne

Il giovane punto da un calabrone è arrivato all'ospedale di Feltre in gravi condizioni, ma fortunatamente ha risposto positivamente alla terapia

FELTRE. Brutta avventura per un giovane paziente feltrino, B. G. di 22 anni, che si è scoperto allergico al veleno di imenotteri, dopo essere stato attaccato e punto da un calabrone nel giorno di ferragosto. Chi era con lui, si è reso subito conto che la situazione era grave e lo ha accompagnato in gran fretta al pronto soccorso di Feltre. Il giovane ha riportato un grave shock anafilattico e classificato come codice rosso ed è stato trattato dai sanitari del pronto soccorso con massicce dosi di adrenalina fino a quando i parametri vitali non sono rientrati nella norma.

Fortunatamente ha risposto ai trattamenti farmacologici, con il salvavita d’elezione, che è appunto l’adrenalina, persino il cortisone può non avere un effetto antinfiammatorio efficace nei casi di particolare gravità e gli antistaminici, sempre per le allergie gravi sono acqua fresca. Così, ottenuta la risposta farmacologica da parte di un paziente in salute, non si è reso necessario il trattamento meccanico di tracheostomia, cioè l’inserimento di un tubo in trachea, per liberare le vie respiratorie dall’edema che interessa l’epiglottide nei casi di shock anafilattico, e per impedire l’arresto respiratorio.

Dalla direzione medica dell’ospedale si conferma che le condizioni del ragazzo sono buone. Il giovane è stato trattenuto in osservazione breve intensiva del pronto soccorso e dimesso ieri, con la prescrizione di sottoporsi alla visita allergologica. Non tutti sanno di essere allergici alle punture di api, vespe e calabroni. Lo scoprono quando riportano una grave reazione cutanea o sistemica, con interessamento appunto delle vie respiratorie, e non necessariamente alla prima puntura.

Il Santa Maria del Prato, fra le eccellenze, ha l’unità operativa a valenza dipartimentale di allergologia, diventata tale nel 2014, ma nata come ambulatorio oltre vent’anni fa, dove sono transitati centinaia e centinaia di pazienti da tutto il Veneto per l’immunizzazione con vaccino, che va rinnovato per tutta la vita, e che evita guai grossi ai pazienti.

In ospedale, ogni anno, si conta mediamente una decina di casi di anafilassi (quando sono coinvolti cioè più organi e apparati a partire da quelli respiratorio e dermatologico), dopo che pazienti predisposti e magari ancora ignari di essere allergici al veleno di api, vespe e calabroni, sono punti da questi imenotteri. Per alcuni casi, come per questo del giovane, si deve praticare la profilassi d’urgenza. Cosa che è stata fatta al Pronto soccorso. —

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