Sempre più lavoratori in rosso con il quinto dello stipendio

Femca-Cisl lancia l’allarme: coinvolto nelle aziende tra il 4 il 12% degli organici Crescono i dipendenti che si indebitano. Lanciati corsi di formazione finanziaria

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La cessione di un quinto dello stipendio sta diventano un problema per centinaia, forse migliaia di lavoratori. Si tratta, come è noto, del prestito personale a cui possono accedere i dipendenti con contratto a tempo indeterminato.

«È allarme indebitamento» conferma Nicola Brancher, segretario interprovinciale della Femca Cisl. «Ne sono coinvolti, in alcune aziende, tra il 4 ed il 12% degli organici» fa sapere, lasciando intendere che forse la cifra va oltre il migliaio.

Il problema riguarda, poi, anche i pensionati. Si tratta di un finanziamento concesso da società di varia natura, spesso caratterizzato da interessi altissimi e dal fatto che la rata viene trattenuta direttamente dallo stipendio (o dalla pensione) per un importo che non può essere superiore a un quinto della busta paga. È una delle forme di finanziamento più richieste in Italia.

Ma in cosa consiste l’allarme-indebitamento?

«Molti lavoratori si sono indebitati negli anni della crisi», spiega Brancher «e si trovano oggi in serie difficoltà che spesso emergono nel momento in cui s’interrompe il percorso lavorativo: in molti casi accade che l’incentivo all’esodo o il Tfr vengano trattenuti dalle finanziarie per il rimborso del prestito».

Il sindacato si rende conto del problema quando si trova a gestire dei licenziamenti e sempre più spesso è chiamato a definire con gli esperti del Caf e dell’Adiconsum dei piani di rientro per far fronte a situazioni finanziarie personali sfuggite di mano.

Ai fini di una più corretta informazione, la Femca Cisl ha deciso in questo modo di proporre una iniziativa sindacale che è unica nel suo genere: cioè dei corsi di formazione finanziaria nelle aziende, nel tentativo, in prima istanza, di disincentivare questa pratica tra i lavoratori.

« L’idea è quella di utilizzare alcune delle 10 ore di assemblea di cui le organizzazioni sindacali dispongono ogni anno per portare degli esperti di cultura finanziaria nelle aziende del Bellunese, avviando dei percorsi di formazione per fornire ai lavoratori strumenti per difendersi da falsi risolutori di problemi e dispensatori di felicità: troppi dipendenti s’indebitano senza avere gli strumenti per valutare attentamente le conseguenze delle loro scelte, sottovalutando i rischi, allettati da pubblicità ingannevoli che sorvolano sul peso enorme degli interessi, sui costi del finanziamento e sulle condizioni previste in caso di licenziamento o insolvenza».

«Si parla poco di questa emergenza», prosegue Brancher «perché spesso la si vive con fortissimo disagio. Va invece sottolineato che la responsabilità di alcune scelte non è solo personale, ma anche di natura collettiva, perché legata alle spinte consumistiche della società in cui viviamo, alla mancata percezione del valore reale dei soldi e ad una cultura del “tutto e subito”: ben venga il divieto di pubblicità a giochi d’azzardo e scommesse previsto nel Decreto Dignità per combattere le ludopatie, ma bisognafare di più per accrescere la consapevolezza finanziaria». —



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