Controllo di vicinato San Gregorio attiva i primi sette cittadini

SAN GREGORIO NELLE ALPI. Sono sette le persone che hanno scelto di aderire all’invito dell’amministrazione e della comunità sangregoriese e di prestare un discreto, ma attento controllo di vicinato nelle varie frazioni del territorio.
«Ci abbiamo lavorato per mesi, coinvolgendo la popolazione e spiegando che non si tratta di fare i vigilantes ma di prestare attenzione non solo alla sicurezza ma anche al benessere della comunità», spiega il primo cittadino e deputato Mirco Badole. «E oggi (ieri per chi legge) abbiamo firmato il protocollo d’intesa in Pretettura. Le persone che già si sono rese disponibili come referenti, al momento sette ma potrebbero anche aumentare, fanno leva a loro volta su piccoli gruppi di cittadini che presidiano le rispettive frazioni. Cioè conoscono i vicini di casa, sanno se sono anziani e vivono da soli, sanno se hanno parenti o amici in caso di bisogno. In questa maniera, con la sensibilizzazione che si è creata, il controllo di vicinato può essere potenzialmente esteso a 24 ore su 24. Nel senso che ognuno si sente responsabile di avvisare il referente rispetto a qualsiasi segnale possa mettere in allerta servizi o forze dell’ordine».
Mirco Badole specifica: «Attenzione, però. Mi preme sottolineare che i referenti civici non sono sceriffi. In caso di dubbio su movimenti anomali o quant’altro che possa far temere furti o danni ai cittadini, si chiamano le forze dell’ordine. Viceversa, qualora si intercettassero segnali di disagio o di disperazione fra gli anziani o le persone malate, va interessato il sindaco che può muovere, e anche con tempestività, l’intervento o la consulenza dei servizi sociali. Quello che ho spiegato l’altra sera ai referenti, in preparazione della firma in prefettura, è solo di tenere gli occhi aperti e di attivarsi con i canali preposti. Quello che in sostanza dovrebbero fare tutti, giorno e notte se capita di vedere o sentire qualcosa. I casi sono tanti, da chi getta i rifiuti in maniera scomposta e scorretta, alla segnalazione di persone, non conosciute nel territorio, che potrebbero avere un comportamento sospetto. E in questo caso, il presidio di cittadini che si dimostrano attenti potrebbe già fungere da deterrente. O la segnalazione, e quella sì deve essere tempestiva, di chi manifesta soprattutto sui social, sentimenti di disperazione accompagnati da una certa ideazione che non va mai sottovalutata».
Insomma, nemmeno i referenti per San Gregorio, nono Comune in provincia che ha aderito al progetto “controllo di vicinato”, dovranno indossare pettorine o girare animati da intenzioni bellicose, tiene a sottolineare il sindaco Badole che i prossimi giorni incontrerà la popolazione per spiegare nel dettaglio il progetto che la coinvolge.
Laura Milano
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