Dossier, definito da Zaia il “contenitore” da riempire

CORTINA. Il dossier Cortina per la candidatura olimpica è stato perfezionato ieri in quelli che dovranno essere i tratti essenziali. In sostanza è stato definito il contenitore e, nelle prossime settimane, gli esperti provvederanno al contenuto. Il governatore Luca Zaia ne ha trattato con i tecnici.
«Ho insistito ancora una volta», spiega, «su una condizione essenziale: quella di Cortina dovrà risultare una candidatura del tutto nuova, alternativa a quelle tradizionali, del tutto ecosostenibile per intenderci».
Una candidatura soprattutto dai costi compatibili e infrastrutturata in modo tale che nulla resti inservibile dopo i Giochi.
Solo in questo modo le Dolomiti saranno concorrenziali con Torino e Milano.
Nessun timore che il governo giallo-verde preferisca puntare su una delle metropoli, politicamente avvantaggiate?
«Nessuna paura», risponde Zaia, «intanto è importante che un governo ci sia e che sia determinato a sostenere una candidatura italiana. Noi non tireremo per la giacca nessuno. Presenteremo la nostra offerta che sarà, ne sono sicuro, la più attrattiva per la disponibilità di impianti, lo scenario impareggiabile, i costi estremamente contenuti. E soprattutto zero sprechi».
Zaia conferma che il dossier da presentare al Cio entro ottobre comprenderà le disponibilità offerte da Trento e da Bolzano. Province con le quali – precisa Zaia – la collaborazione è esemplare. La candidatura, quindi, sarà diffusa, plurima se vogliamo, anche se farà capo ad una sola città, come vuole la procedura. Zaia dice di non temere ripercussioni negative da eventuali ritardi nella preparazione dei Mondiali di Cortina 2021.
« E questo», dice, «per la semplice ragione che non ve ne saranno. Almeno di sostanziali».
Il governatore farà il punto sui cantieri Anas lunedì con Gianni Antonio Armani, ad dell’Anas.
A preoccupare sono i tempi delle procedure Via per le quattro varianti di Cortina, San Vito, Valle e Tai. Nel dossier delle Olimpiadi verrà ovviamente inserito anche il capitolo infrastrutture, ma senza prevedere chissà quali nuovi investimenti.
L’Alemagna sarà al meglio. L’areoporto, se verrà confermato, nel 2026 sarà «una realtà». La ferrovia risulterà ovviamente elettrificata nell’anello basso e probabilmente anche fra Ponte e Calalzo. I prossimi 8 anni, invece, non basteranno per il collegamento Calalzo-Cortina. Il dossier, per evitare cementificazioni e quindi consumo del territorio, prevede villaggi diffusi per atleti e stampa, utilizzando ambienti disponibili o strutture aggiuntive essenziali, comunque tali da rimanere a servizio della gente una volta finiti i Giochi.
«La nostra sarà una candidatura», assicura Zaia, «perfettamente compatibile con i requisiti Unesco che proteggono le Dolomiti».
Francesco Dal Mas
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