Confindustria punta sulla Rete nazionale per la montagna

BELLUNO. «Non c’è solo il caso Belluno, c’è una questione montagna che deve essere messa al centro dell’agenda politica nazionale». Il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Luca Barbini, è d’accordo con il segretario della Cgia di Mestre Renato Mason, che nel commentare i dati dell’analisi commissionata dall’amministrazione provinciale, suggerisce di allearsi con altri territori montani, accomunati da analoghe problematiche e medesime opportunità. «Sappiamo benissimo – afferma Luca Barbini – che le terre alte non hanno un’adeguata rappresentanza: è proprio per questo che la nostra associazione ha lanciato, il 23 marzo a Cortina, la rete nazionale di “Confindustria per la Montagna”, con l’obiettivo di creare sinergie a favore dello sviluppo e della crescita di queste aree. I primi riscontri sono positivi. Il numero di adesioni sta crescendo, tanto che l’iniziativa coinvolge praticamente tutto l’arco alpino e alcune zone appenniniche. In più, pochi giorni fa, al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, abbiamo partecipato al primo meeting tra i principali stakeholder nazionali attivi nello studio e nella valorizzazione dei territori montani, insieme ai rappresentanti del sistema universitario (Unimont/Università di Milano, dall’Università del Piemonte Orientale e dall’Università della Tuscia), di Federbim, della Fondazione Montagne Italia, del Cai, dell’Anci e del Touring Club Italiano».
«L’intento di questo meeting – prosegue Barbini – è stato quello di creare un dialogo e di consolidare un’azione di coordinamento tra il mondo della ricerca, dell’impresa e del governo dei territori, al fine di capitalizzare e potenziare le esperienze esistenti, nonché individuare azioni volte ad accrescere la sensibilità e la consapevolezza verso le criticità e le opportunità delle montagne. Attraverso la condivisione di informazioni, buone pratiche ed esperienze all’interno di un network di portatori di interesse delle Alpi e degli Appennini, sarà infatti possibile raggiungere risultati di grande efficacia per i territori montani. È significativo che tutti i soggetti interessati a realizzare iniziative a favore dello sviluppo delle terre alte inizino a ragionare insieme, condividendo proposte e progettualità. Ed è altrettanto significativo che a questo tavolo sia presente anche Confindustria. Il fatto che la nostra associazione, e i vertici nazionali, si sia spesa in modo così incisivo a favore delle terre alte è di per sé una svolta importante. Ma quel che più conta è che, subito, c’è stata una presa di coscienza fondamentale da parte degli altri soggetti che si occupano di montagna: lo sviluppo di queste aree non può prescindere dal mondo delle aziende, soprattutto manifatturiere. È però necessario creare le condizioni per consentire di fare impresa anche nelle zone montane: da questo punto di vista i collegamenti infrastrutturali sono una priorità, nonché una questione di coesione territoriale e di equità sociale. Anche su questo la nostra associazione darà il suo contributo, con la forza di tutto il sistema confindustriale». (m.r.)
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








