Medici di base e infermieri al corso di telemedicina

L’Usl vuole gestire a distanza i sintomi dei pazienti anziani  che spesso vanno al pronto soccorso per farsi curare 

FELTRE. Respirano male perché sono pieni di liquido, hanno dolori al petto e pensano a un infarto. Molti, troppi anziani arrivano ancora in pronto soccorso del Santa Maria del Prato con i sintomi di uno scompenso cardiaco. Ma loro, se sono in grado di provvedere a se stessi nell’autocura con consulenza del medico curante – o chi per essi se sono assistiti da familiari o assistenti comunitari o no – dovrebbero essere messi nella condizione di sapere come dosare un diuretico o un betabloccante (per riportare a ritmo il cuore), come e quando misurare la pressione, controllare se le caviglie sono gonfie di liquido, se l’aumento di peso è stato eccessivo. E qui entrano in gioco i medici di famiglia precettati per un evento formativo “Lo scompenso cardiaco, dall’Ospedale al Territorio e... viceversa”, voluto dal direttore della Funzione ospedaliera, Lorenzo Tognon e il direttore del Distretto di Feltre, Alessio Cosimo Gioffredi.

Si faranno due edizioni di un corso richiesto dal primario di cardiologia Aldo Bonso individuando, nel ruolo di responsabili scientifici, i cardiologi Francesca De Cian e Dario Tolomio. L’evento formativo, della durata di quattro ore è destinato a ottanta partecipanti per edizione, la realizzazione è prevista per il 19 e il 26 maggio nella sede di Feltre. Nel ruolo di docenti ci sono Evandro Bertelle, medico di assistenza primaria del Distretto di Feltre, Alessio Cosimo Gioffredi, direttore del Distretto di Feltre, Livio Simioni, direttore di Medicina generale, Elisa Canal, infermiera coordinatrice dell’Ospedale di Comunità di Alano di Piave e Claudia Salvadori, infermiera degli ambulatori di cardiologia e Ucic di Feltre.

La prima edizione dell’evento formativo, che si terrà sabato 19 è rivolta ai medici di base del distretto di Feltre, per essere allargata sabato 26 a infermieri e personale sanitario ospedaliero. Il principio è quello di prevenire i ricoveri e di preservare l’autonomia del paziente anziano, e si applica allo scompenso cardiaco. Tutti i pazienti scompensati, ossia almeno il 10 per cento dei soggetti con più di 70 anni, una volta documentati come tali dai medici della cardiologia di Feltre, saranno presi in carico prima dall’infermiere ospedaliero che insegnerà l’autocura e l’autocontrollo dei parametri vitali, e poi da quello della post-acuzie, a dimissioni avvenute. E sarà proprio quest’ultimo il referente primo del paziente, tramite contatti telefonici frequentissimi.

Al paziente domiciliare, o al familiare che lo assiste, si chiederanno informazioni sul peso, sulla diuresi, sulla corretta assunzione dei farmaci, sulla pressione arteriosa, sulla frequenza cardiaca. Alle prime avvisaglie che c’è qualcosa che non va, l’infermiere avviserà il medico di base che cercherà di riportare i parametri fuori norma visitando il paziente e aggiustando la terapia. Se anche questo non dovesse produrre gli effetti auspicati, prima di disporre il ricovero, è previsto un passaggio all’ambulatorio dedicato, quello dello scompenso cardiaco. È questo il sistema innovativo, legato ai principi di telemedicina applicata, che il Santa Maria del Prato si appresta ad applicare.

Laura Milano

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