Servizio civile obbligatorio l’Ana rinnova la richiesta

BELLUNO. Agli alpini non piace affatto il “tira e molla” sul Governo. Anzi, sono molto preoccupati; qualcuno di loro la definisce addirittura una “sceneggiata”.«Prima delle elezioni abbiamo chiesto...
Ferrazza Vittorio Veneto Paizza del Popolo cerimonia alpini e protezione civile
Ferrazza Vittorio Veneto Paizza del Popolo cerimonia alpini e protezione civile

BELLUNO. Agli alpini non piace affatto il “tira e molla” sul Governo. Anzi, sono molto preoccupati; qualcuno di loro la definisce addirittura una “sceneggiata”.

«Prima delle elezioni abbiamo chiesto ai dirigenti nazionali dei partiti, in un incontro a Milano – ricorda Sebastiano Favero, presidente nazionale dell’Ana – un impegno preciso per approvare rapidamente il servizio civile obbligatorio. Nessuno ne sta parlando. Qui, da Vittorio Veneto, dove 100 anni fa terminò una drammatica guerra e dove esplose la pace, rinnoviamo questo appello».

Ieri, alla conclusione del raduno dei 1200 alpini della protezione civile del Triveneto, non si è parlato d’altro. Prima la messa del vescovo Corrado Pizziolo in cattedrale, poi il corteo lungo l’itinerario percorso dagli Arditi il 31 ottobre 1918, quando liberarono la città, infine la cerimonia in piazza del Popolo, alla presenza delle autorità e di almeno 2.000 persone, tra volontari e chi li applaudivano. Tra le autorità presenti anche l’assessore Massimo Bortoluzzi della Provincia di Belluno, che ha ringraziato le squadre della protezione civile delle sezioni di Belluno, Feltre e Cadore, che hanno bonificato corsi d’acqua sulla Pedemontana vittoriese e il costone di Santa Augusta dove è stato esposto il più grande tricolore d’Italia.

L’assessore regionale alla Protezione civile, Bottacin, ha ricordato la proposta di legge della giunta Zaia, da discutere prossimamente in Consiglio, sulla “naja” per i giovani dai 18 ai 28 anni. Otto mesi da prestare nelle fila dell’Esercito, in particolare nei servizi logistici (perché oggi non c’è la leva) oppure nella protezione civile.

È partito da questa prospettiva il presidente Favero per manifestare tutto il disagio del popolo delle penne nere per l’inconcludenza della politica e per l’urgenza di un impegno sociale da parte dei giovani.

«Noi chiediamo un servizio civile obbligatorio per tutti i giovani – ha precisato Favero –. Non chiediamo un ritorno tout court alla vecchia naja. Chiediamo qualcosa di diverso, ma che impegni i nostri giovani, altrimenti la nostra società sarà destinata a sfaldarsi. Non abbiamo più identità, non sappiamo più chi siamo, non saremo più in grado di dare qualcosa agli altri».

Gli alpini, come tante altre associazioni di volontariato, hanno bisogno di rinforzare le loro componenti. Da qui, appunto, il servizio civile secondo varie espressioni. «La Protezione civile dell’Ana – ha aggiunto il presidente – è l’espressione di quella gente che fa le cose importanti che servono senza fare troppo rumore e senza chiedere niente a nessuno. Questi sono volontari veri, che operano sempre senza chiedere mai nulla in cambio. Voi della protezione civile Ana siete la grande forza, il grande messaggio che i nostri “veci” ci hanno lasciato». I volontari della protezione civile dell’Ana in Veneto sono oltre 4 mila, più di un migliaio nella sola provincia di Belluno. (fdm)

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