Zaia: «Abbiamo una strategia precisa»

BELLUNO. Avanti tutta, conferma Luca Zaia, presidente della Regione, e ribadisce Giampietro Ghedina, sindaco di Cortina. Dal confronto con la candidatura Milano/Torino, quella di Cortina Dolomiti “esce più forte” fa sintesi Ghedina ed è lo stesso Zaia che si assume il compito di spiegare.
«Il Coni stesso, nella lettera inviata al Cio, ci ha dato la certezza che il divieto al concetto di Olimpiade diffusa non c’è più, vista la candidatura di due città, Milano e Torino, a 40 minuti di alta velocità ferroviaria di distanza, mentre nel Veneto, a Trento e a Bolzano la neve è vicina e di casa».
Non basta. «Sembra non valere anche quanto sostenuto di recente da varie parti, e cioè che fosse impensabile fare nuove Olimpiadi dove ci sono già state. Torino le ha fatte nel 2006, Cortina nel lontano 1956 e nel 2026 saranno passati esattamente 70 anni».
Quindi Cortina e Venezia procederanno, con ancora più convinzione, alla preparazione del dossier da presentare entro il 31 ottobre, quando si concluderà la “fase del dialogo”. Una documentazione che – assicura Zaia – sarà puntualissima e comprenderà, nel capitolo delle infrastrutture, quel “treno delle Dolomiti” che raggiungerà Cortina e Bolzano, ma porrà in collegamento anche la Valsugana con Feltre e Belluno, quindi un anello di trasporto sostenibile intorno alle montagne più belle al mondo. Il governatore veneto è sicuro che il prossimo governo ne terrà conto.
Come dovrà tener conto – sottolinea, con una punta di malizia, Reinhold Messner, il re degli ottomila – che i Giochi invernali si fanno sulla neve, non sull’asfalto. Zaia e Ghedina sono particolarmente soddisfatti anche per aver rispettato le regole fino alla virgola.
«È stato l’ufficio del presidente del Coni Malagò – certifica Zaia – a passarci il regolamento Cio, in inglese, che fissa la data del 31 marzo per la manifestazione d’interesse. Quindi noi siamo arrivati addirittura in anticipo di oltre due giorni».
«La manifestazione d’interesse poteva essere presentata in posta pec entro le 23. 59 del 31, indipendentemente dalla chiusura anticipata per Pasqua degli uffici Cio in Svizzera, quindi – evidenzia il sindaco – abbiamo scrupolosamente rispettato il regolamento».
E quanto alle polemiche sulla candidatura “improvvisata”, Zaia replica: «Non ci siamo mossi fuori tempo, né a casaccio. Abbiamo una strategia ben precisa».
Sia a Venezia che a Cortina ci si chiede, in queste ore, se Milano ha davvero presentato una “manifestazione d’interesse” o se in qualche modo usufruisce di quella di Torino, trattandosi appunto di una candidatura doppia. Zaia, in ogni caso, non intende polemizzare.
«Deve essere chiaro – precisa ancora una volta il governatore, cercando di evitare screzi con Milano, la Regione in particolare – che la nostra candidatura non è, e non sarà mai, contro qualcuno. Chiediamo solo che le valutazioni delle diverse proposte siano rigorosamente equanimi e trasparenti. A questo proposito – conclude Zaia – chiedo che il lavoro di valutazione tecnica sia fatto in forma pubblica, in modo che tutti possano sapere quali sono i punti di forza e quali le debolezze delle candidature».
Tra le concorrenti si è aggiunta ieri Erzurum, località della Turchia orientale, con tanto di approvazione da parte del presidente Recep Tayyip Erdogan a cui il Comitato olimpico nazionale turco ha fatto seguire la manifestazione di interesse al Cio, il Comitato olimpico internazionale. L’altro ieri si era materializzata l’austriaca Graz-Sladming, mentre in campo ci sono pure il Giappone con Sapporo e la Svizzera con Sion. Che è la favorita ma che deve fare i conti con un pericoloso referendum.
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