Feltre, si balla in silenzio contro l’ordinanza

Sabato “silent party” di protesta in via XXXI Ottobre: la musica sarà diffusa attraverso le cuffie senza fili

FELTRE. La quiete prima della festa. Il gran giorno del Silent party è – quasi – arrivato. L’evento di protesta ideato a inizio dicembre da un gruppo di musicisti in consolle si terrà partire dalle 21 di sabato proprio in via XXXI Ottobre. Ovvero la centralissima arteria colpita dall’ordinanza anti-rumore emessa dall’amministrazione Perenzin che da un mese e mezzo impone ai locali prospicienti di abbassare la musica dalle 23 e di ridurla a semplice sottofondo dopo le 23.30, pena la chiusura forzatamente anticipata.

«Dato lo stop musicale nei locali del centro, noi giovani faremo sentire la nostra voce con una alternativa mai vista», annunciano gli organizzatori.

In effetti pochi sanno in cosa consiste una “festa silenziosa” e per Feltre si tratta di una novità: in pratica la musica non verrà diffusa attraverso l’uso di casse acustiche, ma direttamente alle cuffie senza fili indossate dai partecipanti.

I musicisti selezionati (Titta, Alessio Ferro, Alessandro Zorzato, deejay Met, Firpo deejay, Lipstick Guys) saranno trasmessi attraverso 3 canali differenti: il blu, il rosso e il verde, che si illumineranno a seconda del canale scelto, anche per permettere alle persone che accorreranno di capire su quale canzone stanno ballando i loro vicini.

Le cuffie sono state noleggiate in numero limitato, per questo è importante per chi vorrà partecipare all’edizione pilota della festa di prenotarsi (scrivendo via Whatsapp al 3458932478: non è possibile prenotare il posto per altre persone ed è necessario presentarsi con un documento di identità valido).

«Non diciamo numeri per scaramanzia, ma penso che non faremo fatica ad arrivare attorno alle 500 persone», anticipa Zorzato, fra i promotori della manifestazione. Per chi è già in lista il costo di un paio di cuffie è di 8 euro, per chi non è in lista (c’è tempo fino alle 16 per inserirsi) o arriva dopo le 22, il costo sarà di 10 euro.

La pensata è una provocazione rivolta prima di tutto a coloro che nel tempo si sono lamentati per la confusione dei fine settimana, ma poi anche all’amministrazione, che così facendo ha ostacolato la libera fruizione della musica in centro.

«Da quando abbiamo lanciato la nostra proposta non abbiamo mai avuto un contatto con il sindaco o la giunta», precisa Zorzato, che aggiunge: «Il problema sussiste ancora, visto che non basta quell’ordinanza per risolverlo. La voglia di investire su questa parte della città è scemata nel momento in cui si è deciso di imporre queste limitazioni».

Francesca Valente

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