Sappada, «è la storia a dirci che è sempre stata veneta»
L’ex sindaco Max Pachner accusa senza mezzi termini i referendari di dire bugie e mette in guardia su aspetti a suo dire negativi che farebbero seguito al trasloco

SAPPADA. Ad una decina di giorni dal definitivo voto della Camera, sempre che venga confermato, il sindaco emerito di Sappada, Max Pachner, assessore e già vicepresidente della Provincia, torna a chiedere alla politica un ripensamento.
«Se attualmente, dopo quasi dieci anni, andassimo a ripetere il referendum a Sappada sicuramente il risultato sarebbe completamente diverso», è la sua convinzione. Ed è tale che Pachner va all’attacco dei referendari, accusandoli di raccontare bugie. «Il tanto sbandierato ritorno di Sappada al Friuli, perorato dal comitato referendario, è un falso storico perché, fino alla fine del 1700, abbiamo fatto parte tutti quanti, Friuli e Veneto, prima del Patriarcato di Aquileia e poi delle Serenissima Repubblica Veneta», argomenta Pachner, «e se, nel 1852, Sappada è stata staccata dal distretto di Rigolato e trasferita a quello di Auronzo evidentemente erano stati gli stessi cittadini di Sappada a chiedere all’Impero Austro-Ungarico tale trasferimento». È la storia, secondo Pachner, a certificare che Plodn non è friulana ma veneta. «Non ci si può dimenticare che il Piave nasce dal monte Peralba e scorre lungo tutta la provincia di Belluno. La storia ci insegna che tutti i rapporti commerciali e la vendita dei legnami avvenivano lungo la direttrice del Piave, visto che gli sbarramenti lungo questo fiume c’erano in borgata Lerpa e via via su tutti gli affluenti del Piave. Tutte le contese giudiziarie a partire dal 1420 sono sempre state esaminate dal tribunale della Repubblica veneta. Esiste più di un documento in cui le famiglie più in vista di Sappada andavano a trattare le questioni economiche e a dirimere i contrasti con altri comuni direttamente a Venezia».
E la questione dell’appartenenza all’Arcivescovato di Udine? Ha un motivo pratico, secondo l’ex sindaco. «Sappada è stata un’isola etnica tedesca fino dagli inizi del 1800, se non anche più avanti. In paese si parlava soltanto il dialetto tedesco per cui giocoforza i parroci per lungo tempo provenivano da un paese in cui si parlava la stessa lingua, cioè Sauris». In ogni caso, secondo l’ex sindaco, l’appartenenza ad una diocesi rispetto ad una Regione o ad una Provincia non significa che il territorio dell’arcidiocesi e quello regionale debbano essere medesimi: basta vedere come, in provincia di Belluno, vi sono Comuni che appartengono alla diocesi di Vittorio Veneto o di Padova. Pachner rileva, poi, che per i suoi concittadini non è assolutamente conveniente traslocare in Friuli.
Le leggi sanitarie, ad esempio, pur seguendo la traccia nazionale, sono comunque differenti, così come quelle urbanistiche, così come quelle afferenti le zone di tutela ambientale e paesaggistica. Sono altresì differenti le leggi sul turismo, sul commercio, sull’artigianato, sull’agricoltura e via via tutta la legislazione che regola la vita di una regione a statuto ordinario e di una a statuto speciale. In primis il Comune di Sappada dovrà adeguare i piani regolatori, i regolamenti, i piani del commercio e tutte le leggi che ad oggi sono differenti rispetto a quelle della Regione Veneto.
Francesco Dal Mas
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