Proteste dell’Anpi per il raduno Rsi al Bus de la Lum

ALPAGO. Tra un raduno e l’altro degli ex partigiani – domenica scorsa al Pian de le Femene e il 10 settembre in Cansiglio, rispuntano i seguaci della Repubblica di Salò. L’Anpi chiama alla...
BORIN FOTO GAVAGNIN PROPOSTO PER SERVIZIO NEL GIORNO DEL RICORDO DELLE FOIBE E I LORO MORTI Altopiano del Cansiglio, la grande foiba detta «Bus de la Lum» -
BORIN FOTO GAVAGNIN PROPOSTO PER SERVIZIO NEL GIORNO DEL RICORDO DELLE FOIBE E I LORO MORTI Altopiano del Cansiglio, la grande foiba detta «Bus de la Lum» -
ALPAGO. Tra un raduno e l’altro degli ex partigiani – domenica scorsa al Pian de le Femene e il 10 settembre in Cansiglio, rispuntano i seguaci della Repubblica di Salò. L’Anpi chiama alla mobilitazione gli antifascisti, per l’annunciata manifestazione di “commemorazione degli infoibati nel Bus della Lum”.


Appuntamento, questo, in programma domani mattina presso quella che dai repubblichini viene appunto considerata una foiba. Messa alle 11 con don Floriano Pellegrini e poi le commemorazioni.


Camice nere d’ordinanza, labari, bandiere. E la parola d’ordine: gli infoibati sono i nostri martiri.


I partigiani non contestano il rito religioso, ma la sua trasformazione in un appuntamento politico. Nel manifesto pubblicitario apparso in rete è infatti chiaramente indicato che «sono ammessi labari e bandiere della Rsi».


«Tutto questo – protesta L’Anpi –, quando è risaputo che nel Bus della Lum non c’è nessun infoibato e sfidiamo a dimostrare il contrario. È noto che stiamo assistendo ad un’escalation propagandistica di gruppi e associazioni che si ispirano al nazifascismo, che ogni giorno diventano più arroganti».


L’Anpi se la prende anche con le istituzioni. «La reazione delle autorità preposte all’ordine democratico è deludente e preoccupante perché si concedono con facilità permessi per raduni e meeting che ormai si susseguono in ogni angolo del paese, durante i quali vengono sbandierati simboli di un tragico passato».


Gli ex partigiani, che la seconda domenica di settembre dedicheranno il loro incontro in Cansiglio alla tutela del lavoro, si chiedono perché permettere che si continui a fomentare odio e intolleranza strumentalizzando il disagio presente nella nostra società. «Non sono più solo sufficienti le contro - manifestazioni dei cittadini democratici e le espressioni di condanna che si levano da più parti della società civile; occorre che sia lo Stato, attraverso le sue istituzioni decentrate, ad intervenire con chiarezza e fermezza» L’Anpi ribadisce, dunque, «preoccupazione e forte disappunto su come vengono gestite dalle autorità competenti le diverse occasioni attraverso le quali i fascisti diffondono la loro “cultura”; per come viene sottovalutato il pericolo che l’apologia fascista rappresenta, soprattutto per i giovani e per come l’indifferenza generale contribuisce a sostenerla».


Non solo, ribadisce con forza che «ritiene indispensabile, se si vuole evitare di aggiungere elementi di discordia nel tessuto sociale già compromesso, che si contrasti la diffusione di idee che non rispettano l’identità stessa del nostro Stato: l’essere antifascista e democratico».


Francesco Dal Mas


Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi