Smartphone e tablet: così gli anziani si sentono meno soli
Il progetto Interreg denominato “Ecare” attende contributi Sersa: «Creeremo il welfare comunitario nelle frazioni»

Una coppia di anziani chiacchiera in un parco in una cittadina vicino Pisa in una foto d'archivio. Boom per le pensioni di anzianità nel 2010: nell'anno - secondo quanto si legge nel Rapporto annuale dell'Istituto presentato oggi - sono stati liquidati 174.729 trattamenti a fronte dei 100.880 registrati nel 2009 (+73%). ANSA / FRANCO SILVI
BELLUNO. Smartphone e tablet per gli anziani soli e in condizioni di disagio. Obiettivo: permettere loro di tenersi costantemente in contatto con i servizi sociali, ma anche con i vicini di quartiere.
È il progetto denominato “Ecare”, che Sersa sta portando avanti insieme ad altri partner e per il quale sta attendendo la conferma del finanziamento. Si tratta, infatti, di un programma che rientra nell’ambito del progetto europeo Interreg Italia-Austria, dell’importo di un milione di euro e che vede tra gli altri partner l’Isrra di Treviso (il cui direttore dirige anche la Sersa di Belluno), una casa di riposo di Pordenone e il comune di Klagenfurt con la sua università.
Il progetto, se dovesse ricevere le risorse, partirà nel 2018 e ha come obiettivo quello di introdurre, in determinate frazioni, una nuova modalità di socializzazione e di sviluppo “dinamico” della solidarietà, così da creare meccanismi virtuosi nel territorio, anche grazie all’interazione e alla valorizzazione del volontariato. Particolare attenzione sarà posta, infatti, ai volontari che verranno formati per essere a loro volta formatori.
«L’obiettivo è la creazione di un welfare comunitario», precisa Oscar Zanutto, funzionario responsabile del servizio qualità e controllo di gestione dell’Isrra, che di questo progetto è capofila. «Il progetto è nato per dare una risposta al trend crescente di invecchiamento che, secondo le statistiche, nel 2040 vedrà gli over 65enni raggiungere il 35% della popolazione, ma anche per dare un sostegno a quel 30% di over 75enni che vivono da soli in territori isolati e disagiati come quelli montani. Si sa che gli enti locali, le Usl, ma anche le famiglie hanno sempre meno soldi e questo progetto intende venire incontro a chi si trova in difficoltà».
Il piano presentato per il finanziamento prevede tra le sue azioni un incontro tra le varie aree e le persone a rischio, durante il quale gli utenti si conoscono e iniziano uno scambio di relazioni. A queste persone, dopo alcune lezioni di formazione, verrà offerta una piattaforma digitale, che permetterà loro di rimanere sempre collegati con la realtà circostante. «Saranno consegnati», precisa Zanutto, «un tablet per la videoconnessione con il care provider, ovvero con chi gestisce l’assistenza (vale a dire Sersa), e poi tutta una serie di strumenti in parte legati alla sfera della salute, ma non solo».
Gli anziani, oltre al tablet, avranno a disposizione anche uno smartphone di nuova generazione che conterrà tutti i riferimenti del possessore, inseriti dal servizio sociale di riferimento. Con questo strumento, il possessore potrà chiamare direttamente il servizio pasti, il telesoccorso o l’assistente sociale. Ma potrà anche collegarsi tramite le piattaforme come Whatsapp o Facebook, adattate alle loro esigenze, ai loro amici di quartiere, il tutto secondo le norme per la protezione dei dati sensibili e di rispetto della privacy.
Protagonista del progetto anche l’assistente sociale, che, oltre alla visita con cadenze fissate in base alle necessità dell’utente, potrà videochiamarlo in diversi orari della giornata per accertarsi “vis à vis” delle sue condizioni. In caso di problemi, potrà decidere di attivare i familiari o il 118: «Questo per rispondere a una esigenza di prevenzione del bisogno e soprattutto in un’ottica di risparmio delle risorse pubbliche».
L’attività di supporto all’anziano verrà fornita da soggetti volontari, a partire dal coinvolgimento dei gruppi ex Anna Vienna presenti nel Bellunese, coordinati dall’associazione Antenna anziani.
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