«Ricordiamo in nome dei nostri figli»

Cima Grappa, il sottosegretario Rossi invita a insegnare ai bimbi il valore della memoria storica
MONTE GRAPPA. Partecipazione delle grandi occasioni, a Cima Grappa ieri mattina, per la tradizionale cerimonia a ricordo di tutti i caduti.


Il «popolo» del massiccio del Grappa, proveniente dalle province di Treviso, Belluno e Vicenza, si è dato appuntamento per abbracciare i nemici di un tempo e ripetere il proprio no ad ogni conflitto.


A presiedere la celebrazione religiosa a Cima Grappa, quest’anno, il vescovo di Belluno monsignor Renato Marangoni, originario di Crespano, che non ha mancato di trasmettere la propria commozione.


A nome del governo è intervento alla manifestazione il sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi: «Mi colpiscono tre cose, in questo luogo: i bambini, che rappresentano la memoria; il silenzio che si avverte in questo luogo sacro; e gli inni, che uniscono i popoli un tempo nemici». Il sottosegretario ha assicurato la propria presenza anche il prossimo anno.


Al sindaco di Crespano, Annalisa Rampin, il compito di fare da padrona di casa: ha ricordato il luogo del sacrario, il sacrificio dei molti soldati durante le due guerre mondiali, ha lanciato un messaggio di pace ed europeo.


Presente alla cerimonia di ieri mattina anche il presidente del consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, e numerosi sindaci.


Perfetta l’organizzazione, coordinata dal Comune di Crespano che presiede ill Comitato organizzatore, con l’Ana Montegrappa e la Protezione civile che hanno permesso l’afflusso e il deflusso delle migliaia di persone giunte a Cima Grappa per la commemorazione.


Il sacrario, ornato dal gonfalone della Regione e delle città di Bassano, Belluno, Treviso e Vittorio Veneto, insieme ai vessilli delle sezioni dell’Associazione nazionale alpini, ai labari provinciali dell’associazione del Nastro Azzurro, ai medaglieri dei fanti, alpini e artiglieri d’Italia, era un tripudio di colori, reverenza, onore e rispetto.


Il tempo poi è stato clemente e la cerimonia si è conclusa sotto il sole, prima del maltempo del pomeriggio.


L’intera cerimonia, a cui hanno partecipato decine di sindaci dei Comuni del territorio che circonda il massiccio del Grappa, è stata scandita dai cori Edelweiss e dalle roboanti melodie della Filarmonica di Crespano.


«Dobbiamo ricordare in nome dei nostri figli - ha spiegato il sottosegretario Rossi durante il suo intervento -, dobbiamo insegnare loro l’importanza della memoria storica come passaggio dei valori fondanti della democrazia, perché si possa davvero realizzare un futuro più sicuro e libero».


Tra gli interventi anche quello di Roberto Ciambetti, presidente del consiglio regionale, che prima di mettere il punto su una necessaria riflessione di pace, dato l’assedio di quotidiani conflitti, ha ricordato i recenti fatti di Cortina, con l’esondazione del torrente che ha devastato più frazioni, dove «sono impegnati centinaia di volontari che lavorano senza sosta per riportare la normalità nelle zone colpite, a loro va il nostro più sentito grazie».


La cerimonia del Grappa si è conclusa alla caserma Milano con il corteo delle autorità che ha percorso le scalinate che portano al cimitero austro-ungarico.


Poi la banda austriaca posizionata sulla Via Eroica ha fatto da sfondo all’intervento del rappresentante della Croce Nera d’Austria.


Una cerimonia sempre più toccante – quella che viene riproposta ogni anno a Cima Grappa – che unisce il popolo italiano e il popolo austriaco, un tempo contrapposti su queste montagne ed oggi insieme a ricordare i loro caduti e ha confermare la propria amicizia e la propria collaborazione.




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