Morto il generale Azzolin, amico del Cadore
Giovedì sarà sepolto nel cimitero di Pieve. Fu comandante dei Corazzieri su nomina di Cossiga

PIEVE DI CADORE. Un grande amico di Pieve di Cadore Giancesco Azzolin, Generale di divisione dell’Arma dei Carabinieri, da alcuni giorni non c’è più: nella notte tra il 6 e il 7 luglio, si è spento a 88 anni a Breganze, dove viveva da 25 anni, assistito dalla moglie Bruna Tabacchi e dai figli. Il funerale è stato celebrato nel Duomo di Breganze. Dopo la cremazione, le ceneri saranno tumulate nel cimitero di Pieve di Cadore nella giornata di giovedì.
Era nato a Fara il 3 luglio 1929, si arruolò molto giovane nell’Arma dei Carabinieri. Grande amico e profondo conoscitore del Cadore, aveva iniziato la sua carriera militare alla stazione di Pieve, dove prestò servizio negli anni 1956 - 1957 con il grado di Vicebrigadiere. Qui conobbe anche Bruna Tabacchi, con la quale pochi anni dopo si sposò. Quest’anno avevano festeggiato 59 anni di matrimonio. Entrato all’Accademia Militare di Modena, divenne ufficiale e frequentò anche la Scuola di Guerra a Civitavecchia.
La sua brillante carriera si sviluppò con incarichi di crescente importanza passando attraverso il comando del Gruppo Carabinieri e dell’intera provincia di Padova dove operò tra negli ultimi anni del 1970 e i primi del decennio successivo. Lasciato il Veneto fu nominato comandante della Legione Sardegna.
Durante questo comando si fece conoscere per le sue qualità dall’allora ministro dell’interno Francesco Cossiga che quando divenne Presidente della Repubblica lo volle comandante del Reggimento Corazzieri, incarico che ricoprì fino al 1988 e che lasciò per diventare comandante della Brigata Carabinieri di Milano. La moglie ha ereditato la casa di famiglia e perciò, quando andò in pensione, iniziò a trascorrere lunghi soggiorni in Cadore, dove era facile trovarlo a Pieve ad un tavolo del Gran Caffè Tiziano, dove era diventato un punto di riferimento per molte persone. Sempre disponibile, con lui non si parlava mai di politica, ma solo di umanità e problemi connessi con la vita di ogni giorno e anche i suoi giudizi sono sempre stati molto bilanciati. Da quando a causa di un incidente non poté più frequentare il Cadore, a Pieve molti lo rimpiangono. Giovedì avranno la possibilità di dargli l’ultimo saluto in cimitero.
Vittore Doro
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi
Leggi anche
Video








