Migranti, San Gregorio fissa un tetto

Il sindaco Badole scrive al prefetto: registrerà all’anagrafe al massimo venti persone. Timori per le differenze religiose
SAN GREGORIO NELLE ALPI. Ha chiesto un incontro urgente con il prefetto di Belluno, il neo eletto sindaco di San Gregorio nelle Alpi Mirko Badole, dopo aver riscontrato che ci saranno altri arrivi di migranti nell’ex albergo Monte Pizzocco. E fino a quando non avrà potuto conferire con il rappresentante dello Stato, ha già deciso di fermare l’iscrizione all’anagrafe a venti persone al massimo.


«Ho inviato una messaggio di posta certificata al prefetto chiedendo di poterlo incontrare a stretto giro di posta», dice il sindaco Mirko Badole. «Siamo partiti da diciannove profughi, in un territorio con un bacino di utenza tanto basso qual è quello di San Gregorio, quindi al di là di ogni ragionevole standard dettato quantomeno dal buon senso. E adesso scopriamo che si superano le venti unità e che si potrebbe arrivare, per la capienza della struttura che li ospita e i criteri di agibilità e abitabilità della stessa, fino a ventiquattro richiedenti asilo. Questo non è ammissibile».


Secondo il primo cittadino di San Gregorio nelle Alpi, questa situazione «Sconfessa la parola data e scarica sulle amministrazioni locali, a partire dalla nostra, una potenziale emergenza sociale, dovuta anche al fatto che gli ospiti non costituiscono un nucleo etnico omogeneo, ma più etnie e religioni. Ci sono cristiani e musulmani. Mi auguro che i funzionari dello Stato con cui ci rapportiamo a livello locale, comprendano prima di tutto che non può esserci una discrepanza tanto evidente fra numero di abitanti del comune più piccolo del Feltrino e numero di profughi accolti. E già ci era stata assicurata attenzione su questo aspetto. In secondo luogo, non si escluda che l’eterogeneità soprattutto di tipo religioso, potrebbe creare disordini».


Fra le altre questioni che il sindaco di San Gregorio affronterà con il prefetto, se sarà convocato a Belluno, è anche quello dei lavori socialmente utili sul territorio comunale.


«Si parla di integrazione e a me risulta che di diciannove ospiti stranieri, solo cinque, al massimo sei persone, si siano rese disponibili a fare qualcosa», fa notare il primo cittadino. «Con la squadra comunale ridotta all’osso, a noi farebbe comodo assegnare necessari lavori di manutenzione di strutture e verde pubblico e persone di buona volontà, che magari devono restituire un certo numero di ore negli enti pubblici per riscattare le multe per la guida in stato di ebbrezza, e hanno interesse a fare le cose per bene. Ma anche su questo aspetto, non è chiaro cosa si debba e possa fare. Per questo è assai importante che ci si possa chiarire in prefettura».


Laura Milano


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