Lamon, chiuso l’asilo tenuto dalle suore
I 60 bambini andranno nelle ex scuole di Rugna. Il sindaco Noventa: «Si poteva fare diversamente»

LAMON. Ultimo giorno di una scuola antica dove si è avvicendata la didattica della primissima infanzia per più generazioni di lamonesi. La congregazione di Maria Bambina ha concluso l’attività della scuola materna, venerdì, all’ultimo suono della campanella.
Un giorno di festa un po’ allegro un po’ triste che fa calare il sipario su un’iniziativa didattica che ha garantito alle famiglie un servizio flessibile alle esigenze dei genitori, sempre più alle prese con orari tirannici. Nel passato è stato anche sede di un convitto per i figli degli emigranti che non potevano seguire i genitori all’estero e ha ospitato molte altre iniziative didattiche a favore dei giovani lamonesi. Ma le suore di Maria Bambina hanno svolto anche altri compiti, come nella catechesi, o in ospedale e in casa di riposo.
Un ruolo che è pronta a riconoscere anche il sindaco Ornella Noventa che avrebbe gestito diversamente la partita dell’asilo, ammette da primo cittadino, «trovando una soluzione concordata fra ente pubblico e scuola paritaria, quando la congregazione un anno fa aveva annunciato la chiusura per tutta una serie di motivi oggettivi. Per arrivare il più possibile a ridosso dell’edificazione del nuovo polo scolastico di via Ferd dove sarà annessa anche la sezione della scuola per l’infanzia».
«Ormai possiamo solo fare dietrologia perché in effetti la scuola paritaria ha cessato il suo servizio», continua il sindaco Noventa. «Personalmente avrei visto una situazione di rinforzo finanziario della scuola per l’infanzia paritaria, a corto di personale religioso e con il problema oggettivo di dover pagare lo stipendio delle insegnanti laiche. Non vorrei fare una sintesi affrettata, ma prima di investire una somma consistente per ristrutturare una ex scuola, quella di Rugna, che altro non sarà che una soluzione transitoria, non si poteva arrivare ad un accordo con la Congregazione? L’obiettivo poteva essere duplice: da un lato evitare ai bambini un doppio spostamento e l’interruzione delle loro abitudini. Dall’altro favorire un risparmio di trecentocinquantamila euro all’ente pubblico che entro breve avrà il comprensivo tutto nuovo».
Sono 60 i bambini interessati all’iscrizione per il prossimo anno scolastico e la sede individuata è appunto l’ex elementare a Rugna, in attesa della costruzione del complesso scolastico nuovo in via Ferd.
Questo tema aveva scaldato l’estate sull’altopiano un anno fa ed è tornato attuale in novembre dell’anno scorso con la dichiarazione formale della cessazione della scuola paritaria, trasmessa all’Ufficio scolastico dalle suore di Maria Bambina e l’inserimento della scuola dell’infanzia nel dimensionamento della rete scolastica regionale.
Qualche battuta arriva da Paolo Malacarne, che si era fatto portavoce del comitato nato a Lamon a seguito di una raccolta di firme tese a difendere il ruolo delle suore: «Sinceramente sono molto triste. Vedere le serrande abbassate mi ha dato un senso di vuoto, soprattutto tenuto conto di quanto hanno dato le suore al paese con il loro servizio. Non voglio rivangare quanto accaduto da un anno a questa parte, ma credo che il mio stato d’animo sia condivisi da tanti lamonesi».
Laura Milano
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