De Bortoli: «Fusione solo se condivisa»

Il candidato della lista di maggioranza uscente: «Non possiamo rispettare la soglia di tre migranti ogni mille abitanti»
CESIOMAGGIORE. Si chiama, e continua a chiamarsi da quindici anni a questa parte, Cittadini per Cesiomaggiore: è la lista che mette in capo Wilmer De Bortoli, avvezzo all’attività politico-amministrativa dal 2004 quando subentrò in consiglio, come primo dei non eletti, a Gianmario Gentillin, scomparso prematuramente. E in tanti anni di attività amministrativa il candidato sindaco sa come prospettare le politiche di sviluppo sociale ed economico.


Si parte dalle grandi opere. «Lo sviluppo della val Canzoi passa certamente per Orsera», sottolinea il candidato sindaco, «che dovrà ritornare punto di svago per le famiglie, luogo per le feste della natura, come la festa del miele, le gare podistiche, le escursioni. Valuteremo dove istallare punti di chiamata per il soccorso alpino. Altra opera importante che vorremmo completare è Pradenich che deve diventare il punto di sviluppo degli eventi importanti, ma anche il fulcro dello sport e della protezione civile per ogni evenienza».


Come si intende valorizzare la specificità dei due musei cesiolini?
«I due musei devono sviluppare sinergie tra di loro, magari pensando ad un biglietto unico. Vogliamo prevedere un giorno di apertura gratuita per i residenti, perché conoscerli significa promuoverli. Sarebbe interessante poterli mettere in rete. Pensiamo anche di sviluppare un punto vendita dei prodotti locali a Seravella, magari con assaggi, abbinando gli attrezzi della terra di una volta al risultato sulle tavole. In prossimità del museo della bicicletta prevediamo la realizzazione di una colonnina per ricarico bici elettriche sempre piú richieste».


Qual è l’idea della lista sulla possibile fusione dei Comuni?
«Noi non precludiamo nessuna soluzione valutando però quella migliore per i cesiolini, eventualmente proponendola e condividendola. Già di fatto ora abbiamo diversi servizi in associata. Aspettiamo quindi gli sviluppi valutando bene le opportunità, senza preclusioni o preconcetti».


Quello della sicurezza è un tema assai sentito. Come pensate di agire?
«La sicurezza dei nostri cittadini passa attraverso una costruttiva collaborazione con gli organi di vigilanza preposti. Concorderemo più passaggi delle forze dell’ordine che già molto stanno facendo. Ringrazieremo ogni cittadino per le giuste e motivate segnalazioni che dovessero arrivare agli uffici o agli amministratori».


E sul modello di ospitalità diffusa per quanto riguarda gli immigrati?
«Sulla questione immigrazione, a Cesio non possiamo rispettare la proporzione di tre immigrati ogni mille abitanti in quanto tutti i nostri paesi sono sotto quella soglia. Il privato è libero di accogliere l’immigrato mettendo a disposizione una casa, che sia però a norma di legge. Ma se ne assume la responsabilità».


Il capoluogo si sta spopolando. Quali possono essere le possibili strategie?


«L’unica cosa che realisticamente si può fare a fronte di un effetto di trascinamento verso il fondovalle è quella di sostenere le attività di vicinato, mantenere i servizi in essere, da quelli sanitari a quelli per la mobilità. Dobbiamo opporci ai prospettati tagli di corse da parte di Dolomitibus. Anche se i cittadini con ridotta mobilità sono pochi, dobbiamo garantire loro la migliore opportunità».


Laura Milano


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