Compagni e prof in lacrime, poi tanti ricordi

I docenti l’hanno detto ai ragazzi: «Era la gioia fatta a persona, provato un senso di impotenza»
SOVRAMONTE. Se ogni morte di uomo diminuisce, quella di un bambino annichilisce. Ed è stata questa la dolorosa percezione degli insegnanti delle medie di Sorriva che ieri mattina hanno dovuto gestire il dolore dei compagni di classe e di scuola di Patrick Facen, quando la notizia della sua morte li ha trasformati, per un attimo eterno, in statue di attonita incredulità. Ed è toccato proprio agli insegnanti comunicare che la vita del compagno di banco, del compagno di avventura e di spiritoso e quotidiano confronto, si era interrotta.

«I nostri ragazzi erano sconvolti, credo non dimenticheremo più un’esperienza tanto tragica per Patrick e per chi deve condividere questo dolore», spiega la professoressa Federica Todesco. Che, non senza fatica, per l’inconsolabilità dell’evento, si è trovata a gestire la comunicazione, il trauma della notizia e la prima elaborazione del lutto. «Abbiamo chiesto di poter anticipare la chiusura delle lezioni. Ma siamo stati con i ragazzi per attutire il colpo, per essere una spalla. Ed è stato così difficile anche per noi insegnanti, perché anche noi avremmo avuto bisogno di una spalla su cui piangere per sfogare quel senso opprimente di impotenza che ci ha sopraffatti».

Sveglio, vivace, pronto a scherzare e buono d’animo. Una “simpatica canaglia” come viene definito dagli insegnanti che erano molto divertiti da questo spiritello allegro, impavido ma rispettoso. E dopo che i ragazzi si sono resi consapevoli che quel banco resterà vuoto, è cominciato il miracolo di resilienza che è tipico del mondo ragazzino: «All’incredulità, si sono fatti strada il pianto che ci ha straziato il cuore», racconta la professoressa Todesco, «ma poi pian piano sono arrivati i ricordi, gli aneddoti di quello che Patrick aveva detto, di quello che Patrick aveva fatto. Ridevano e piangevano insieme, i compagni di classe, e noi con loro. Ed è proprio in questi ricordi che diventeranno sempre più frequenti, sempre più vividi, che il nostro Patrick si consegnerà alla nostra storia e ai nostri cuori. E lì resterà per sempre e ci accompagnerà. Abbiamo imparato tanto dai nostri studenti. Abbiamo imparato che anche di fronte all’ineluttabilità di eventi così toccanti e così tragici, c’è la ricerca di un tempo che non si ferma, che si dipana e che si evolve nei ricordi più belli, quelli di un ragazzino che era la gioia fatta a persona».

La comunità e tutte le istituzioni, a partire dalla scuola, hanno fatto quadrato attorno alla famiglia Facen. «Sappiamo che le famiglie dei ragazzi non faranno mancare la loro vicinanza», aggiunge la docente. «E si potrà contare anche su di noi».

La notizia che per Patrick non ci sarebbero state più speranze, è stata diramata da don Liviano Bernardi alla messa domenicale. Ma fino a ieri mattina, quando la mamma del ragazzino, ha dato comunicazione, i compagni avevano sperato che la fibra forte dell’amico potesse riportarlo sull’altopiano.

Laura Milano

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