Fenditure nella terra a Piei di Lamon, la frana si rimette in moto

Lamon: alla base si notano fratture che indicano un paio di metri di spostamento. Il sindaco Malacarne: «L’abitato è in sicurezza grazie alla paratia, nessun rischio»

Lamon, la frana di Piei si rimette in moto

LAMON. Si è rimessa in moto la frana di Piei, che ha manifestato un nuovo importante scivolamento al piede, con uno spostamento di circa 1 metro e mezzo – 2 metri, accelerato anche dalle piogge delle ultime settimane. Si sono rotti anche dei drenaggi appena installati. Non ci sono pericoli per le case in alto, che sono state salvate da quella che tecnicamente si chiama paratia “Berlinese”, ma il problema ora riguarda la parte inferiore, che sembrava non si muovesse e invece ha cominciato a farlo in modo preoccupante. Si sono formate ampie fessure dove c’era la stradina utilizzata per raggiungere le casere di Campion e si sono aperti vari tagli profondi che scendono in verticale.


La coda delle frana è frastagliata da crepe e in più molti alberi che si trovano nel terreno ancora più in basso si sono piegati, segno che il corpo dello smottamento scende verso il lago. C’è apprensione tra le persone che abitano in zona e il campanello d’allarme si è riacceso. La frana ha così confermato la sua complessità, con la roccia a profondità differenti, strati di ghiaie che sono la via preferenziale per le acque e depositi fini poco permeabili, idonei allo smottamento. «I tecnici della Provincia avevano messo in conto dei movimenti, ma non così», commenta il sindaco Vania Malacarne, che però rassicura la popolazione: «L’abitato è in sicurezza. Nessun rischio. È assicurato dalla paratia, che verrà, per un’ulteriore sicurezza, monitorata 24 ore su 24 da un sistema in remoto che ne controlla la funzionalità».


L’attenzione è alta: «I tecnici della Provincia stanno ragionando sulle misure da adottare, servirà un ulteriore intervento ma non si sa ancora di che tipo», prosegue il sindaco uscente di Lamon Vania Malacarne, spiegando come stanno le cose. «Per ora sono stati spesi 500 mila euro, oltre a diverse decine di migliaia di euro nella fase di studio preliminare prima dell’inizio degli ultimi lavori. Aspettiamo quindi le conclusioni delle indagini dei tecnici. Il canale che raccoglie l’acqua dei drenaggi funziona. Il materasso drenante posato nella zona della fontanella si stima raccolga e convogli una portata di circa 360 litri all’ora».
La soluzione adottata dalla Provincia in difesa dell’abitato è la “Berlinese tirantata” , che consiste in una serie di micropali collegati a un cordolo di calcestruzzo, intervallati da una barra in acciaio per una lunghezza di 70 metri, alla profondità variabile tra 10 e 30 metri in funzione di dov’è la roccia per l’ancoraggio all’interno del pendio. A questa si aggiungono dei drenaggi per portare via l’acqua.
 

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