Alvei dei torrenti e strade cura d’urto a Sovramonte

Saranno 300 i volontari in campo per l’esercitazione della protezione civile Ana Campigotto: «Spiace la mancata adesione della scuola, era una bella occasione»

SOVRAMONTE. Un esercito di 300 volontari di Protezione civile per dodici cantieri, uno o due per ogni frazione dell'altopiano sovramontino, è quello che caratterizzerà la giornata ecologica di domenica dalle 7 e mezza di mattina al primo pomeriggio. Gli alvei e le sponde dei torrenti, oltre che le strade comunali sulle quali si affacciano rami in odore di caduta sul sedime e erbe infestanti che oscurano la visibilità, sono le priorità di questa giornata annuale di Protezione civile che per il 2017 tocca a Sovramonte.

Ed è significativa, dice il responsabile della squadra di Sovramonte, Maurizio Campigotto, per due ordini di motivi: «Il primo è che la pulizia e la bonifica del nostro territorio si rendono necessarie anche per integrare il lavoro della squadra comunale che non può arrivare dappertutto. Il secondo è in linea con il principio del mutuo soccorso che ancora contraddistingue le popolazioni montane: troppe persone, per i più svariati motivi a partire dalla vecchiaia, non possono provvedere in proprio al taglio di piante di proprietà che ricadono sulle strade comunali, mettendo a rischio l'incolumità pubblica. Così i volontari della Protezione civile ai quali si aggiungono anche cittadini privati che mettono a disposizione mezzi come decespugliatori, motoseghe e trattori, tutte cose che vanno a rimpinguare le dotazioni della squadra, provvedono a fare pulizia. Altro aspetto è quello della bonifica dei torrenti ai fini della prevenzione primaria: disostruire gli alvei, anche se ora in secca per l'andamento siccitoso di questa stagione, mette il territorio al riparo da possibili esondazioni che possono verificarsi in altri periodi».

Saranno dodici i cantieri, con il quartier generale a Pontera dove si allestisce il campo scuola della Protezione civile per istruire i giovani al servizio. Nelle frazioni più grandi ci saranno due gruppi, in quelle meno dispersive ne basterà uno. Tutti i volontari avranno presidi antinfortunistica. E a dare manforte ai volontari addestrati al primo soccorso, saranno presenti anche quelli di Stella Alpina con l'ambulanza e il defibrillatore, e i carabinieri in congedo di Sedico.

Mancheranno le nuove generazioni, invece. Ed è il cruccio del coordinatore Maurizio Campigotto. Che ha sperato fino all'ultimo in una risposta dal dirigente della primaria di Sovramonte. «Abbiamo fatto di tutto per avere i ragazzi della scuola fra noi, per poter spiegare sul campo l'utilità della protezione civile. Ma alla lettera che ho inviato al dirigente scolastico, non c'è stato riscontro. Me ne rammarico: sono i giovani a veicolare i messaggi più importanti alle rispettive famiglie. C'è un piano di protezione civile adottato da ogni comune. Credo che la maggior parte delle persone non sappia come agire e dove andare a ripararsi in caso di calamità naturale. Anche per questo, tenevamo alla presenza dei giovani. Che contribuiscono al rinnovo generazionale delle nostre squadre».

Laura Milano

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