Libertà vigilata dopo l’accoltellamento

BELLUNO. Gli arresti domiciliari diventano libertà vigilata. Ma l’arresto di P.M., l’anziano indagato per lesioni aggravate al farmacista Manlio Schiavinotto è stato convalidato dal gip Sgubbi. Ieri mattina l’udienza è durata un paio d’ore, perché si trattava soprattutto di sentire quello che aveva da dire il dottor Franceschini. La perizia psichiatrica spiega che l’81enne ex imprenditore nel ramo dell’abbigliamento non era capace d’intendere e volere, quando venerdì pomeriggio Schiavinotto è stato accoltellato. L’anziano soffre di una malattia degenerativa legata all’età. Il pubblico ministero Sartorello si è limitato a chiedere una misura di sicurezza, al posto di quella cautelare: l’uomo è in evidente difficoltà, allo stesso tempo ha dimostrato di essere socialmente pericoloso, di conseguenza la soluzione è la libertà vigilata in una struttura che si occupi di lui. Non è processabile, dal punto di vista penale.
Andrà in un reparto di Psichiatria o in una struttura protetta. Il suo difensore ha concordato su questo punto e il giudice dovrebbe decidere in questo senso. L’uomo non rimarrà nella sua abitazione di via Garibaldi, dove da quattro mesi viveva da solo con l’assistenza di una badante. Cioè da quando, nel giorno di Santo Stefano, è mancata la moglie architetto. La badante, di nazionalità ucraina, non si è vista addebitare alcuna responsabilità: nessuna omessa vigilanza, nel momento in cui non era in casa, perché stava osservando una pausa prevista dal suo rapporto di lavoro. Ecco perché non ci sono testimoni di quello che è successo e solo Schiavinotto sarà in grado di ricostruirlo, non appena avrà lasciato l’ospedale San Martino.
Sicuramente finora non sono emersi motivi di conflitto tra l’anziano e il farmacista. I due uomini si conoscono molto bene: secondo la ricostruzione della Squadra mobile della questura verso le 16 di venerdì Schiavinotto era andato nell’appartamento del paziente per rifornirlo di medicine. Erano in cucina, quando durante la prova della pressione, l’anziano avrebbe impugnato un coltello, colpendo il farmacista sotto il polmone sinistro. Non si sa cosa possa aver scatenato una reazione così violenta, certo i poliziotti intervenuti in forze hanno trovato l’anziano tranquillo, come se non avesse capito l’accaduto.
È stato a sua volta portato in ospedale per accertamenti, prima di essere tratto in arresto e posto ai domiciliari, con l’assistenza delle figlie arrivate da Milano. Le stesse donne che ieri mattina l’hanno accompagnato al palazzo di giustizia, prima di riportarlo momentaneamente a casa.
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