Vernizzi: «Da marzo 90 operai di Veneto Strade in cassa»

La conferma dell’amministratore delegato durante l’incontro a Mestre «Non penso agli avvisi di garanzia, fuori i soldi o stop alla manutenzione»
Foto Agenzia Candussi/ Scattolin/ Mestre, via Baseggio/ Veneto Strade
Foto Agenzia Candussi/ Scattolin/ Mestre, via Baseggio/ Veneto Strade

MESTRE. Erano quasi in cento con le loro giacche arancioni e le bandiere sindacali. Molti hanno le facce di chi la pensione la vedeva, fino a ieri mattina, molto vicina. I novanta lavoratori bellunesi di Veneto Strade (circa un terzo dei 260 addetti totali) hanno atteso assieme a Cgil, Cisl e Uil settore trasporti, con un presidio in via Baseggio, sotto le finestre di Veneto Strade dove era riunito il consiglio di amministrazione della società regionale che si occupa di manutenzioni stradali.

Pensavano ad un «malinteso» ma l’annuncio a sorpresa di 90 casse integrazioni si è rivelato alle 11.30 una certezza con l’annuncio alla delegazione salita al nono piano. «Dal primo marzo, se non ci sono novità nei prossimi giorni, interrompiamo il controllo delle strade provinciali ex storiche ed ex Anas e il consiglio di amministrazione ha autorizzato l’avvio delle procedure di 90 cassa integrazioni», annuncia Silvano Vernizzi, amministratore delegato di Veneto Strade. Interessati circa 700 chilometri di strade nel Bellunese: 309 chilometri di strade ex Anas e 396 chilometri di strade provinciali ex storiche che dal primo marzo, con l’allerta neve che continua, rischiano di restare senza controllo e manutenzioni.

Il presidio è in stato di choc. «Le istituzioni non hanno fatto tutto quello che era nelle loro possibilità per evitare il precipitare della situazione. Le Province devono trovare i soldi e li devono trovare dal governo», reagiscono i sindacati che preparano la mobilitazione. In capo a Veneto Strade nel Bellunese restano 220 km di strade regionali. Tutta colpa dei “debiti” accumulati dalla Provincia di Belluno che dal 2009 ad oggi deve versare all’azienda regionale quasi 25 milioni di trasferimenti. E alle Province non arrivano più fondi statali. Nei mesi scorsi l’ente ha pagato quote in dodicesimi, ma ora Veneto Strade ne reclama almeno 15 di milioni per rientrare dei costi, insostenibili senza trasferimenti visto che l’azienda vive, non di pedaggi, ma di finanza derivata, coi trasferimenti di Regione ed enti locali. Come evitare le 90 Cig? Vernizzi: «Basta una carta, un atto della Provincia di Belluno, che ci garantisca per il 2017 l’arrivo di 9 milioni di euro per le strade ex Anas e di 6 milioni per le storiche. Se c’è quella garanzia, le banche coprono e possiamo continuare ad erogare il servizio. Speriamo arrivi entro il 27 febbraio».

In quella data c’è l’assemblea di Veneto Strade. Possibile un effetto domino, con contraccolpi sulle altre province? Vernizzi lo esclude: «Il 31 dicembre 2016 sono scadute tutte le convenzioni, tranne un tratto nel Vicentino. Non gestiamo più le strade provinciali. Restava Belluno. Veneto Strade gestisce 1.200 km di strade regionali con uno stanziamento di 16 milioni e 600 mila euro». Gli anni d’oro, quando i bilanci arrivavano a 100 milioni, sono lontani. Ma Vernizzi un epilogo come questo, ammette, non se lo sarebbe mai aspettato. «L’ho detto anche ai sindacati: sono cosciente che se la procedura sarà confermata, mi arriverà un avviso di garanzia. Ma preferisco questa ipotesi al non poter pagare gli stipendi ai dipendenti. Tutti si prendano le loro responsabilità».

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