Scade lo skilift de Le Erte l’Alpe cerca le risorse

Nel 2017 sarà necessaria una manutenzione straordinaria e molto costosa Mountain bike: la prima pista aprirà a fine settembre, le altre l’anno prossimo
Di Alessia Forzin

BELLUNO. Scade lo skilift. L’Alpe del Nevegal è alla ricerca dei soldi necessari per fare la manutenzione straordinaria della sciovia Le Erte, che potrà essere utilizzata solo fino al 2017. Poi servirà farle una decisa revisione. «Il problema è noto e da tempo ci stiamo lavorando», spiega il direttore della società Piero Casagrande. «Non sappiamo ancora quanto costerà la manutenzione, a settembre avremo le idee più chiare, ma di sicuro ci vorrà qualche centinaia di migliaia di euro».

La società, prosegue Casagrande, «ha già attivato un contributo del 50 per cento a fondo perduto da parte della Regione. Noi dobbiamo trovare l’altra metà, ma risolveremo il problema senza allarmismi di sorta». L’impianto delle Erte è fondamentale per portare gli sciatori in quota e permettere l’utilizzo delle piste collegate. Non è nemmeno ipotizzabile non fare la manutenzione straordinaria e lasciare chiusa la sciovia. «L’impegno economico sarà consistente, ma lo sappiamo», conclude Casagrande. «Questo genere di interventi seguono una pianificazione e siamo partiti per tempo nel reperire le risorse».

Si era partiti per tempo anche per le famose piste dedicate agli amanti della mountain bike, che devono però ancora essere realizzate. L’idea di allestire tre tracciati compare per la prima volta nel progetto strategico “Alpe del Nevegal smart territory del turismo” approvato dalla giunta comunale il 29 dicembre 2014.

Fin da allora il Comune si era impegnato a mettere a disposizione 150 mila euro per il recupero di tracciati di piste per il downhill. L’Alpe ha predisposto il progetto, che ha ottenuto il permesso a costruire un mese fa (11 luglio). L’unico percorso che potrà essere realizzato prima della fine della stagione estiva è quello denominato “Faverghera”, lungo circa tre km e con un dislivello di poco più di cinquecento metri. Lunedì l’Unione montana è andata a fare il primo sopralluogo, dal 22 agosto inizieranno i lavori di scavo necessari.

Sarà infatti l’Unione montana a occuparsi dell’intervento, su delega del Comune che ci mette le risorse economiche (60 mila euro, per questo stralcio del progetto). Fra i tre soggetti è stato siglato un accordo di collaborazione perché dovevano essere regolati i rapporti: l’Alpe, che ha ceduto gratuitamente al Comune il progetto “Bike park”, gestirà dal punto di vista tecnico e amministrativo il percorso. Sono di sua pertinenza i ricavi derivanti dalla gestione, ma con obbligo di reinvestire gli utili nel mantenimento in efficienza dell’infrastruttura. Le manutenzioni annuale, ordinaria e straordinaria sono sempre a carico dell’Alpe.

«In parte sarà ripercorso il tracciato esistente, altre parti del percorso saranno costruite ex novo», spiega il presidente dell’Um bellunese Orlando Dal Farra. «Se tutto va bene e il meteo ci assiste, a fine settembre la pista sarà pronta».

E gli altri due tracciati? Non se ne parla prima dell’anno prossimo.

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