Perde la vita cadendo in un burrone
Alfonso Giacomini, 57enne padovano, si era allontanato dalla moglie ed è scivolato in una scarpata per 80 metri

SAN TOMASO AGORDINO. Si è allontanato di qualche passo, con l’idea di cercare funghi. Poi la moglie non l’ha più visto. Il marito, Alfonso Giacomini, era caduto in un burrone. La donna ha allertato i soccorsi, che hanno avviato la ricerca per quello che all’inizio delle operazioni sembrava un disperso. Ma Alfonso Giacomini è stato trovato senza vita in fondo a un burrone.
La tragedia è successa ieri pomeriggio, in un bosco in comune di San Tomaso Agordino. La coppia, di Limena (Padova) stava rientrando da una gita al Rifugio Sasso Bianco sopra Peaio, quando si è fermata all’altezza della teleferica. Alfonso Giacomini, 57 anni, si è allontanato per guardarsi attorno, e deve aver fatto qualche passo lontano dal sentiero che stava seguendo.
La moglie, non vedendolo tornare ha iniziato a chiamarlo, ma il marito non rispondeva. A quel punto ha lanciato l’allarme al 118. Sul posto sono state inviate le squadre del Soccorso alpino della Val Biois, con unità cinofile e Centro mobile di coordinamento, di Agordo e della Val Pettorina, i vigili del fuoco di Agordo e i vigili volontari di Agordo e Caprile.
I soccorritori hanno iniziato la ricerca suddividendosi a squadre e perlustrando la zona. L’uomo nel frattempo, con voce molto debole, era riuscito a rispondere al cellulare e dalla centrale operativa gli era stato detto di non muoversi, che stavano per arrivare i soccorsi. Non potendo risalire alle coordinate Gps del punto in cui si trovava, i soccorritori hanno proseguito la perlustrazione della zona, estremamente scoscesa, finché non hanno rinvenuto il corpo senza vita dell’uomo in fondo a un burrone.
Non è chiaro se l’escursionista padovano si sia mosso dopo aver risposto alla chiamata della centrale operativa o se fosse già caduto e si trovasse in fondo al burrone quando ha risposto al telefono. Le operazioni di recupero della salma sono state lunghe e complesse. L’uomo è precipitato per un’ottantina di metri lungo una scarpata, finendo sul fondo di un burrone in una zona impervia e ricca di rocce.
Per consentire all’elicottero del Suem di Pieve di Cadore di recuperare il corpo, è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco di Agordo, che hanno tagliato alcuni alberi per consentire al velivolo di avvicinarsi in sicurezza.
Ottenuto il nulla osta per la rimozione la salma, una volta ricomposta, è stata trasportata nella cella mortuaria di San Tomaso. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Cencenighe.
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