Infiammazioni intestinali a Feltre curati 250 pazienti

FELTRE. Sala convegni piena, ieri mattina, per l'incontro che la gastroenterologia di Feltre ha coordinato con la presenza del direttivo nazionale di Amici, associazione malattie infiammatorie croniche all'intestino. Dalle previsioni di una quarantina di partecipanti, si sono sfiorati i centocinquanta, a conferma di quanto incidano queste malattie e di quanto bisogno i malati abbiano di confrontarsi su un problema di salute tanto insidioso.
Solo a Feltre, «dove c'è una gastroenterologia che funziona bene quanto a diagnosi, comunicazione e rapporti con i pazienti, e cura», come ha riconosciuto il direttore nazionale di Amici, Salvatore Leone, sono attualmente seguiti più di 250 affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali. E c'è un ambulatorio infusionale per la somministrazione di farmaci biologici per i casi in cui la malattia evolva, per evitare il ricorso alla chirurgia e soprattutto alla stomia, cioè all'ano preternaturale.
«Non esiste prevenzione per queste malattie», spiega il direttore Leone, «né si conosce l'origine. Da qui, la diagnosi precoce è fondamentale. La regione Veneto si è dimostrata sensibile alla problematica e ha sostenuto il percorso diagnostico-terapeutico assistenziale, validato dalla conferenza Stato-Regioni. Le unità operative come quella di Feltre, anche per il tipo di rapporto che si instaura fra medici e pazienti, dimostra un'adesione ottimale al protocollo, sia come diagnosi precoce, per la quale la colonscopia resta l'esame dirimente in quasi tutti i casi, che come percorso di cura».
A soffrire di malattie infiammatorie croniche intestinali sono sempre di più i giovani, qualcuno addirittura in età pediatrica. Secondo gli ultimi dati, in Italia, ben duecentomila persone soffrirebbero di rettocolite ulcerosa e morbo di Crohn. Vivere con una malattia infiammatoria cronica intestinale significa accettare quotidianamente compromessi, dall'assunzione della terapia a un processo di adattamento su sintomi che tendono ad avere recidiva. L'assistenza in Italia non è uniforme su tutto il territorio nazionale e molto spesso vi è un ritardo diagnostico.
Dalla ricerca medico scientifica, tuttavia, arrivano novità con l'introduzione di nuovi farmaci biologici efficaci e con miglior profilo di sicurezza. L'incontro è stato aperto dal direttore di gastroenterologia, Michele De Boni. Sono seguiti interventi di specialisti del Santa Maria del Prato, tra cui il gastroenterologo Andrea Buda, la dietista Veronica Morghen, e il chirurgo Imerio Angriman dell'azienda ospedaliera di Padova.
Laura Milano
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