Inaugurati i nuovi graffiti al centro parrocchiale Savio

AGORDO. Il centro parrocchiale di Agordo profuma sempre più di arte. Tra le attività complementari che hanno coinvolto un cospicuo gruppo di “studenti” della sezione di Agordo dell’Università adulti/anziani, c’è anche il laboratorio artistico, curato ormai da oltre un decennio da Laura Ballis.
Martedì, alla chiusura del 20° anno dell’Università, sono stati presentati con la benedizione dell’arcidiacono, monsignor Giorgio Lise, i lavori realizzati da una quindicina di corsisti sia nell’anno accademico 2014-15 (opere individuali e collettive), sia nell’ultimo (un graffito esterno). Ballis e i suoi allievi hanno mostrato quattro grandi pannelli formati da più piastrelle di ceramica racchiuse da una cornice in graffito, ciascuno raffigurante un tema diverso. Il tutto è stato reso possibile grazie anche alla collaborazione dell’esperta Silvia Penasa.
A seguire è stato scoperto un grande graffito, lungo circa otto metri, eseguito lo scorso anno su una parete interna della stanza del centro parrocchiale che ospita il laboratorio artistico. Si tratta di un’opera suddivisa armonicamente in superfici di forma irregolare, che suggerisce il cammino dell’arte nel tempo (dai graffiti delle caverne fino ai giorni nostri) attraverso la riproduzione di opere di artisti noti.
«Il lavoro di progettazione è stato molto laborioso e collegiale - ha detto Marilisa Luchetta, una delle corsiste - ma nella realizzazione delle singole aree ciascuno ha potuto dare una propria impronta personale».
Il graffito esterno, realizzato nei giorni precedenti anche con la collaborazione di Giovanni Sogne, ha invece cercato di rappresentare il senso del centro parrocchiale e la persona cui è dedicato, monsignor Vincenzo Savio. In alto, a unire il tutto, due mani che si intrecciano «perché - ha detto Marilisa Luchetta - è un luogo di aggregazione, di solidarietà, di amicizia e di accoglienza, che sono anche aspetti dello spirito che ci unisce nel lavorare assieme e nel creare queste opere frutto della nostra passione e del nostro impegno».
Le note musicali sospese, infine, richiamano l’inizio della “Canzone degli agordini” di Nino Prosdocimi e Carmela Ronchi (“Bella terra del mio Agordino...”). Dietro l’angolo, la figura del vescovo Savio.
«Credo - ha detto don Giorgio insieme a Gabriele Bernardi, presidente del Comitato dell’università degli adulti/anziani - che quest’opera dia a chi vi entra il senso vero di quello che è questo centro. Vi invito a vedere se ci sono altri spazi da riempire».(g.san.)
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