Caso Sappada, “Fare” valuta un ricorso alla Corte Europea

SAPPADA. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, venerdì 6 maggio sarà in Friuli per il 40° del terremoto: e anche i sappadini ci saranno, a Gemona o a Venzone, anche loro colpiti dal sisma, ma da qualche settimana da un sinistro ben più grave: il rinvio del voto in Parlamento del ddl sul distacco dal Veneto. Intanto i parlamentari del movimento “Fare”, insieme al fondatore Flavio Tosi, recatisi ieri a Sappada, hanno annunciato in un affollato convegno che verificheranno la possibilità di un ricorso alla Corte Europea.
Ma andiamo con ordine. Il ricorso alla Corte europea ha sostanzialmente la stessa motivazione che il Comitato dei referendari ed il Comune hanno intenzione di scrivere nel dossier da consegnare al Capo dello Stato: è cioè la negazione di fatto dei diritti di una minoranza, quella sappadina, riconosciuta dal parlamento con la legge 482. «Se il Parlamento Italiano sceglie di soprassedere sulla questione, verifichiamo se ci siano le condizioni per chiedere alla Corte Europea di intervenire imponendo alle Aule di dare una risposta», ha proposto la senatrice Bellot. «Facciamo le dovute verifiche, ma qui è stato leso il diritto di un gruppo di cittadini di vedersi riconosciuta una risposta. Da anni si temporeggia su una questione che ha tutti i crismi costituzionalmente richiesti per essere portata all'attenzione e al voto d'Aula», ha insistito Tosi.
Ma questo pressing sarà accompagnato da quello sulle forze politiche. «Non vogliamo uscire con azioni di provocazione, non cerchiamo lo scontro, vogliamo continuare a percorrere la strada della collaborazione in nome del buon senso», ha spiegato Tosi, dopo aver raccolto la denuncia del sindaco Piller Hoffer sull'inerzia dei partiti dal 2008 in poi, «puntiamo al risultato e per questo è indispensabile far comprendere che il caso Sappada è particolare e ha già superato tutti gli step di verifica. Quello che è successo il 16 marzo è davvero accaduto, a parere di tutti, con il supporto del partito di maggioranza e anche del governatore del Veneto e dei suoi».
Si sono dichiarati d'accordo Piller Hoffer, Alessandro Mauro e Danilo Quinz del Comitato nell'affermare che il caso Sappada è stato dapprima sottovalutato da tutti, e fatto oggetto di facili promesse. E attorno alle speranze infrante di Sappada si fa strada sempre più visibilmente il disagio di tutta la montagna Bellunese, come ha sottolineato Alessandra Buzzo, sindaco di Santo Stefano ed esponente del Bard. Buzzo ha ribadito la propria vicinanza ai sappadini. «Siamo vicini a tutti coloro che lottano per la dignità della montagna, di cui la politica si riempie così facilmente la bocca, ma per cui continuano a mancare azioni concrete», ha detto. Non sono mancate critiche alla Regione.
«Zaia vuole occuparsi di Sappada?», così si è rivolto al presidente il consigliere Marco Santoro, «si prenda cura della nostra sanità. Qui una persona deve ricordarsi di programmare di stare male a giorni alterni, non abbiamo nemmeno una guardia medica garantita».
Francesco Dal Mas
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