Le contrade pronte per il “Majo”

LAMON. Si è messa in moto la macchina organizzativa per il Majo 2016, appuntamento in giro per le contrade dell'altopiano domani e domenica per una tradizione antichissima e sentita in paese. È un rito che si perde nei secoli, con origini pagane, poi dall'Ottocento dedicato alla Madonna, e Lamon si prepara per la festa che si rinnova.
La pro loco, in collaborazione con il Comune, invita le contrade ad innalzare il loro majo, una pianta di larice alta e sottile, che viene scortecciata lasciando la punta verde e viene portata a spalla fino nella frazione, sollevata a forza di braccia e di corde, e piantata nel terreno, dove resterà fino al prossimo anno. Per evitare che vengano innalzate piante troppo alte e pericolose, il larice non può superare i 22 metri di altezza, una misura ancora compatibile con un innalzamento a braccia e corde, senza bisogno di ricorrere troppo alle macchine e ai trattori.
Attorno al majo poi prendono il via le feste, e la tradizione vuole che i gruppi di persone, non solo lamonesi, passino da una frazione all'altra, per festeggiare adeguatamente. Il significato è quello di dare il benvenuto alla bella stagione, lasciando la punta della pianta verde. La pro loco e il Comune sono fianco a fianco per questa festa secolare che si sviluppa tra sabato e domenica.
Per i due giorni è garantita la copertura assicurativa (l'iscrizione va effettuata entro mezzogiorno di oggi alla pro loco o alla biblioteca civica). Gli organizzatori suggeriscono di innalzare bandiere che richiamino le caratteristiche peculiari delle contrade partecipanti, alle quali verrà assegnato un punteggio che verrà conteggiato nello stilare la classifica finale della “Disfida de le contrae 2016”. (sco)
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








