Spilla a un anziano più di 20 mila euro fingendosi malato

CESIOMAGGIORE. Simula la necessità di un trapianto di fegato. E la preoccupazione di dover pagare un intervento chirurgico tanto importante quanto determinante per la sua vita. Il cittadino marocchino Mohammed El Aamari aveva preso di mira un anziano di Cesiomaggiore e si è ritrovato a processo per truffa continuata, violazione di domicilio e furto aggravato in appartamento. È riuscito a farsi dare 21 mila 340 euro, con la promessa di restituirli a breve scadenza, e a rubargliene altri 100 dal portafoglio, approfittando della distrazione e della convinzione che una cosa del genere non sarebbe mai successa.
El Aamari, che è difeso dall’avvocato Resenterra, conosce l’anziano cesiolino nel luglio di quattro anni fa. Solo durante il processo, che inizierà a giugno, si potrà capire in che modo ha saputo guadagnarsi la sua fiducia. Deve avergli fatto una certa pena, perché gli diceva di soffrire di una malattia talmente grave da doversi sottoporre al trapianto e di non avere i soldi necessari, almeno per il momento. Li avrebbe avuti presto, comunque, perché stava aspettando un bonifico da parte della famiglia, bonifico che stava tardando. Riceve dall’anziano una prima rata da 18 mila 340 euro e una seconda da 3 mila: doveva essere un prestito che diventerà invece a fondo perduto. I versamenti avvengono nel periodo tra luglio e dicembre.
Tra ottobre e novembre dello stesso anno l’imputato è accusato di essersi introdotto nell’abitazione della controparte e di essersi trattenuto, pur non essendo un ospite gradito. Il padrone di casa era molto provato per questo improvviso esborso e non aveva voglia di vederlo.
Oltre tutto, il 14 dicembre il maghrebino ha visto il portafoglio e se n’è impossessato con destrezza, appropriandosi del contenuto in denaro: 100 euro in tutto, in banconote di taglio diverso. Ieri mattina c’è stata soltanto l’udienza filtro, nel corso della quale le parti hanno presentato le rispettive liste dei testimoni da ascoltare nel corso dei prossimi mesi. Il giudice Scolozzi ha ammesso le prove e rinviato al prossimo 15 giugno per l’inizio del dibattimento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








