Un denunciato per i vandalismi
ERTO E CASSO. Per settimane ha tenuto in scacco la Val Vajont con una lunga serie di danneggiamenti a suon di taglierino e bomboletta spray. Ma ieri i carabinieri di Cimolais e Spilimbergo hanno dato un nome e un volto al vandalo che a febbraio ha provocato tensione a Erto e Casso: si tratta di G.C., classe 1962, disoccupato.
L’uomo è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Belluno dove nei suoi confronti è stato aperto un fascicolo per danneggiamento aggravato.
Per risalire all’identità del teppista i militari dell’Arma hanno effettuato una perquisizione mirata al domicilio dell’indagato. Ed è qui che sono stati rinvenuti e sequestrati un taglierino cutter compatibile con la lama che ha tagliato decine di pneumatici e rigato altrettante carrozzerie di auto.
Nella casa dell’uomo sono state anche scoperte alcune vernici gialle analoghe a quelle utilizzate per imbrattare con scarabocchi e disegni incomprensibili le facciate esterne di numerosi immobili pubblici e privati di Erto. Sotto la lente degli inquirenti ci sono pure gli indumenti di G.C., prelevati dai carabinieri e inviati ad un laboratorio per ulteriori analisi.
Si chiude così una vicenda nata a febbraio con le prime segnalazioni di gomme forate e pareti imbrattate. In aiuto agli investigatori si sono giunte le immagini delle varie telecamere di sicurezza attive. Gli uomini del maresciallo Italo Botter della compagnia di Spilimbergo e quelli del parigrado Luigi Ricciardi della stazione di Cimolais si sono appostati nel centro storico in borghese, con sopralluoghi e pedinamenti.
Resta da capire se l’indagato abbia nello stesso periodo colpito anche a Vajont, vista l’origine comune dei paesi e della maggioranza delle famiglie che abitano nelle due realtà. Mentre ad Erto la popolazione era alle prese con il clou del fenomeno, una donna di Vajont si è vista tagliare le gomme della macchina lungo viale San Bartolomeo. È bastata la sosta di alcuni minuti al bar per prendere il caffè e il danno era stato perpetrato.
I carabinieri stanno cercando di capire se l’episodio sia isolato o da attribuire ad un emulatore. Se per questo singolo evento sarà ritenuto responsabile G.C., lo stesso verrà processato pure dal Tribunale di Pordenone.
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