«Il Friuli? Tanti non vogliono andarci»

Olga Riva Piller, artista e imprenditrice, esce allo scoperto per dare voce a quella che definisce «maggioranza silenziosa»

SAPPADA. Non tutti gli abitanti di Sappada vogliono passare al Friuli, e nemmeno alcuni di quelli che nel referendun di otto anni fa hanno votato per il "trasloco".

«Lasciare il Veneto per il Friuli non è la panacea di tutti i problemi di Sappada: il futuro sarebbe incerto e andarsene provocherebbe una caduta culturale pericolosa anche per il turismo». Dichiarazione certamente controcorrente quella dell'artista e imprenditrice Olga Riva Piller, che si sente come «la punta di un iceberg». Perchè – dice – così la pensano molti suoi concittadini, quelli che sinora sono stati zitti, formando "quella maggioranza silenziosa" che esisterebbe anche a Sappada. «In questi anni», afferma Olga Riva Piller, «Sappada ha consolidato una realtà di conoscenze, sia culturali e sia umane, che hanno arricchito la popolazione. Mi chiedo perché si debba buttare via una parte della nostra storia. Ricordo che Sappada è Cadore a tutti gli effetti, appartiene anche alla Magnifica; andarsene significa intraprendere un cammino incerto per la stessa comunità».

A corroborare le affermazioni di Olga Riva Piller, ecco quelle di Maria Benedetto Ris, "sappadina doc", co-fondatrice del Gruppo degli Holzhockar, che non ci sta a cambiare regione. «Il motivo è semplice», afferma, «quando è stato proposto il referendum, le condizioni di Sappada erano molto differenti da oggi, ed anch'io mi sono espressa per il “sì”. Il voto di allora fu una espressione di protesta, perché ci sentivamo emarginati da quella che era la vita del resto sella provincia di Belluno e del Veneto tutto. Ho votato “sì”», aggiunge, «ma me ne sono pentita quasi subito, quando ho visto che cosa facevano con i nostri voti. Non ho dormito per alcune notti, essendo consapevole di aver contribuito ad una soluzione del nostro problema che non era quella auspicata di tutti i sappadini, ma solo da una parte di essi. Ora non voglio più cambiare regione e mi auguro che i responsabili della decisione finale dicano un sonoro “no". Sono convinta che molti abitanti di Sappada la pensano come me. Mi sento sappadina, cadorina, veneta: il Cadore, Belluno e Venezia, sono la mia casa. Anche quando devo fare delle carte, mi sento a casa. Perciò voglio restare nel Veneto».

«Abbiamo tradizioni vicine col resto della montagna veneta», riprende Olga Riva Piller, «che si completano nella diversità. Penso sia meglio consolidare ulteriormente i legami tra Sappada e Comelico, invece che creare un confine all'orrido dell'Acquatona».

Vittore Doro

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi