Fagioli, parte la caccia alla semente migliore

FELTRE. Nell’anno internazionale dei legumi, “Coltivare condividendo” raccoglie la sollecitazione dell’assemblea generale delle Nazioni unite e lancia un progetto di selezione partecipata in campo di sementi di fagioli.
È la nuova iniziativa del gruppo che attraverso la condivisione di conoscenze, saperi e buone pratiche, ha l’obiettivo di produrre “un seme buono” di varietà locali, più resistente e adatto ai cambiamenti climatici.
È previsto il monitoraggio da parte di tecnici ed esperti sia locali che stranieri.
«La nostra intenzione è di portare anche nel Bellunese dei progetti che hanno dato ottimi risultati altrove e che ci consentirebbero di auto produrre dei semi validi per poter coltivare al meglio le varietà di fagioli locali», dicono i portavoce del sodalizio.
«Sappiamo bene che se rinunciassimo ad auto produrci il seme di gialet, bonel, balla rossa e delle altre quaranta tipologie di fagioli locali, perderemmo per sempre queste varietà, dato che le sementi non si trovano da acquistare», spiegano i rappresentanti di Coltivare condividendo.
«È importante», è quindi il messaggio lanciato dal sodalizio, «costruire assieme dei percorsi di approfondimento di tecniche di riproduzione in campo di sementi di varietà tipiche, sia per migliorare la salubrità e produttività delle sementi stesse, sia per consentire ai coltivatori (aziende o appassionati) di riappropriarsi delle capacità di auto produzione dei semi, indispensabile per un coltivare basato sulla biodiversità».
«Presenteremo a breve questo progetto», è l’annuncio che arriva da Coltivare condividendo, «assieme ad altri che riguarderanno mais, cereali e orticole varie».
Lo spunto arriva come detto dall’assemblea generale delle Nazioni unite, che ha dichiarato il 2016 l’anno dei legumi per fare opera di sensibilizzazione e aumentare la consapevolezza dei molti vantaggi dei legumi, incrementarne la produzione e il commercio, e incoraggiare utilizzi nuovi e più intelligenti lungo tutta la catena alimentare. È con questi auspici, così, che il gruppo si augura che il 2016 sia «all’insegna della biodiversità, del coltivare sano e sostenibile, rispettoso di salute, ambiente, paesaggio e territorio».(sco)
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