“Bar dai Gobi”, la scommessa continua

ROCCA PIETORE. Tranquilli, il bar dai Gobi, a Laste, non chiude il 31 dicembre. «Debbo essere sincera, l’avevano programmato, non riuscendo più a sostenere le tasse – ammette Lidia Davare, la titolare -, ma poi ci abbiamo ripensato, perché avremmo abbandonato il paese senza nessun punto di riferimento pubblico».
Era stato il nonno della signora Lidia, Paolo Davare, circa un secolo fa, ad avviare l’ambiente, che a ragione si definisce storico. Laste ha un centinaio di abitanti, forse anche meno. L’ultimo negozio di alimentari ha chiuso ancora 15 anni fa. Da allora la famiglia di Lidia anima il bar, ma vende anche le classiche bombole del gas, qualche quotidiano, perfino dei libri, in un angolo un po’ di alimentari, a cominciare dal latte, e per finire con le cioccolate. È qui che si possono noleggiare le ciaspe per interessanti escursioni in quota. «Quando arriva qualche turista, i ricavi raddoppiano, triplicano, ma con i residenti, nelle stagioni cosiddette morte, avremo una decina di clienti al giorno. Vivere è impossibile».
Ma Lidia non si lascia prendere dalla preoccupazione. Racconta che, fatti due conti, la chiusura era la cosa più conveniente da fare, ma che guardando in faccia i compaesani, soprattutto i più anziani, «non ce la siamo sentita di lasciarli soli».
La famiglia Davare è ritornata, pertanto, sui propri passi e ha scelto di tenere il negozio aperto ancora per un anno. A fine 2016 si tireranno le somme e se saranno decisamente negative, allora sì che le saracinesche saranno definitivamente abbassate.
Profondo il sospiro di sollievo tirato a Laste. Anche padre Romeo ha ringraziato. È il monaco trappista che si è preso in carico la chiesa e la parrocchia e la cui presenza è diventata fondamentale per trattenere la popolazione. «Sembra di entrare in un bar di 30 anni fa, di sicuro non è “il bar più trendy delle Dolomiti”, ma gli vogliamo bene anche così, con la sua genuinità, con i suoi tratti ruvidi, con la sua generosità. Ora però una raccomandazione», è l’accorata raccomandazione di Luigi Guglielmi, che ha eletto Laste a suo paese adottivo. «Paesani, turisti, climbers del Sass de Rocia, proprietari di seconde case... passate al Bar dai Gobi, prendete un tè o una cioccolata calda, fermatevi per un saluto. Il Bar dai Gobi è quasi un servizio pubblico, un presidio, che fa stare tutti più sereni, se sappiamo che c'è. Ma ha bisogno di tutti, sennò la chiusura prima o poi arriverà».
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