La mangiatoia feltrina benedetta dal Papa

Realizzata a Villa San Francesco, contiene 208 legni del mondo. Mercoledì 16 la culla sarà a Roma

FELTRE. Papa Francesco, dopo aver fatto dono l’anno scorso alla Comunità di Villa San Francesco del grembiule usato per la lavanda dei piedi ai carcerati, domani benedirà, davanti alla folla di piazza San Pietro, riunita per l’udienza generale, la mangiatoia di Betlemme che i ragazzi di Aldo Bertelle hanno costruito in queste settimane per adagiarvi Gesù Bambino, quando nascerà a Natale.

Si tratta di una culla che è il risultato di ben 208 legni provenienti da 103 paesi del mondo. Un altro guiness dei primati per il Museo dei sogni ospitato dalla cooperativa Arcobaleno. Un legno è stato preso al Museo della Pace in Hiroshima, Giappone, durante il World Scout Jamboree (27 luglio-8 agosto 2015), con 35 mila scout provenienti da 160 Paesi del mondo e portato in Italia dalla scout Serena Roberto. C’è un pezzo di olivo dell’Orto del Getsemani a Gerusalemme. Ed ecco i rami di piante messi a dimora presso le rispettive abitazioni di sette studenti della 3ª C della scuola media di Agordo, accompagnati per la consegna ai Musei dagli insegnanti Marta Bianchi e Gianni Santomaso.

Due legni anche dal Vietnam, uno raccolto nei pressi della Cattedrale di Hanoi e l’altro ritagliato dalla casa in cui ha abitato Mons. Jean Cassaigne, vescovo missionario, nel lebbrosario di Djiring, sugli altipiani centrali del Paese, entrambi trasmessi dal Mons. Leopoldo Girelli, rappresentante pontificio per il Vietnam. Non manca una tavola di una baracca della tragedia di Mattmark, preso da don Cesare Larese. Utilizzato anche un pezzo di legno di Budapest, raccolto da Olivo Zanella, davanti la stazione ferroviaria, nelle fasi di ammassamento dei profughi. Don Osvaldo Belli, parroco di Lozzo, ha portato rami di piante presi davanti alla Grotta delle apparizioni del Santuario mariano di Lourdes. E poi: tavole usate per gli scavi nel secolo scorso presso la tomba di San Pietro nella Basilica Vaticana. Il card. Angelo Comastri, arciprete della Basilica di San Pietro, ha fatto dono di una teca con la terra raccolta nel “Campus Petri” in prossimità della tomba di San Pietro Apostolo. E ancora: il legno di un recinto di pecore a Sidney in Australia, portato in Italia da Franco e Giorgio Argenta, emigranti di Arten di Fonzaso.

Tra i reperti, anche un tagliere ricevuto in dono il giorno del matrimonio di Sisto e Michela Da Roit di Agordo, ora a ricordo del loro 25° anno di matrimoni; tavoletta di legno incisa con l’impegno alla Pace, dagli alunni delle terze della scuola media di Agordo. Il sindaco Sisto Da Roit ha recapitato un pezzo di pavimento in legno del municipio di Agordo, conservato dopo la ristrutturazione. C’è pure un frammento della Croce pettorale in legno appartenuta al vescovo Tonino Bello e donata dal fratello Marcello.

Le storie di tutti i legni adoperati sono una più commovente dell’altra e saranno raccontate dagli ospiti della comunità in un volume. «I nostri ragazzi, carichi dei loro problemi, hanno sostato in riflessione, in questi mesi, sulle vicende umane rappresentate da questi legni», ricorda Bertelle. «I legni sono stati posati con rispetto e letteralmente cuciti con arte e maestria da Gilberto Perlotto di Trissino, valente scultore e maestro del ferro battuto, aiutato dai ragazzi e dai volontari, fino a ricavare la mangiatoia di Betlemme».

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