«Con la lana sono riuscita a crearmi un lavoro»

Sedico. Le testimonianze di tre imprenditrici che si sono formate al Centro Servizi grazie al progetto start up aperto a nuovi sbocchi

SEDICO. La lavorazione della lana come nuova opportunità di lavoro per il territorio bellunese. Se ne è parlato venerdì sera a Villa Patt di Sedico. Dal progetto del Centro consorzi “Start-up di impresa per la lavorazione della lana nelle Prealpi e Dolomiti bellunesi” sono nate tre imprese che lavorano nel Feltrino e in Alpago. Una sfida impegnativa ma avvincente, quella raccontata dalle nuove imprenditrici. «È dura stare dietro a tutti gli allevatori – ha raccontato per prima Milena Palla, titolare di I lavori di Penelope – anche perché all’inizio portavo la lana a casa e non sapevo dove metterla. Ma questo lavoro è davvero importante per il nostro territorio. Ora sto studiando il disegno di un’antica coperta che mi piacerebbe riprodurre. Mi sono sempre piaciuti accostamenti particolari dei colori tanto che mi hanno più volte fatto notare la somiglianza con lavori sudamericani. Quanto al nome della mia impresa, il motivo è molto semplice: sono una che fa e disfa molte volte».

«Fino a due anni fa – ha ricordato invece Marta Azzalini che ha aperto Lane e dintorni – avevo una maglieria che lavorava prevalentemente per Cortina. Ad un certo punto, però, la crisi ha colpito anche lì e abbiamo dovuto chiudere. Nella mia famiglia c’è una lunga esperienza di maglieria ma è alla fine di questo progetto che è nata Lane e dintorni».

«La mia passione – ha spiegato invece Fanny Doris Sanchez Matos titolare dell’impresa che da lei prende il nome – è nata per puro caso. Me l’ha trasmessa mia mamma, che è mancata da poco. Sono rimasta affascinata nel vedere la lavorazione della lana. Ora, piano piano, sto riuscendo a realizzare capi sempre più impegnativi. Grazie al Consorzio sono riuscita a crearmi un lavoro che riesco a conciliare anche con l’attività didattica». Il progetto ha ottenuto il finanziamento della Regione Veneto e del Fondo sociale europeo e ha visto il coinvolgimento di 15 donne bellunesi. Hanno collaborato l’Istituto agrario Della Lucia di Feltre, l’Unione montana Alpago e quella Feltrina, il Parco nazionale Dolomiti bellunesi, il comune di Lamon, il lanificio Paoletti, la Flex Piave, l’associazione Fardjma, Green concept e Confartigianato. Durante la serata Emilio Pastore ha presentato un approfondimento sulle razze autoctone e Paolo Paoletti, che gestisce l’omonimo lanificio, si è concentrato sul ruolo delle lane autoctone nel mercato tessile. C’è stato spazio anche per la cooperativa La Fardjma e per l’associazione ArteFibre Dolomiti.

Sono intervenuti anche il sindaco di Lamon Vania Malacarne e il direttore del Centro consorzi Michele Talo. Uno studente dell’istituto agrario Della Lucia, inoltre, ha portato la sua testimonianza su questa esperienza. Moderatrici dell’incontro, Antonella Tormen del Centro consorzi e la professoressa Serena Turrin. «Il nostro è un progetto in progress – ha sottolineato Tormen – che ha come principale obiettivo la creazione di una rete tra le filiere esistenti. Inoltre, ci piacerebbe anche intercettare anche la lana dei pastori transumanti che rappresentano un mondo molto duro da valorizzare».

«Questo non è un traguardo – ha concluso Turrin – ma l’inizio di un progetto. È un lavoro che abbiamo portato avanti insieme condividendo il valore della lana. Pur senza fare passi da gigante, abbiamo avuto dei progressi significativi».

Nicola Pasuch

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