«Chi opera con gli anziani ha il dovere di vaccinarsi»

L’appello del docente universitario Palù a medici, infermieri e “care givers” «Rischia la sospensione chi consiglia alle categorie a rischio di non proteggersi»
Di Laura Milano
Un medico prepara una siringa monodose con il vaccino contro il virus dell'influenza in un'immagine d'archivio. ANSA/STRINGER
Un medico prepara una siringa monodose con il vaccino contro il virus dell'influenza in un'immagine d'archivio. ANSA/STRINGER

FELTRE. L'importanza di vaccinarsi dall'influenza, in scienza, coscienza e bioetica, è stato il tema del “Mercoledì della salute” di ieri, trattato in ospedale dal docente Giorgio Palù, professore ordinario di microbiologia e virologia dell’università di Padova. «Oltre alle categorie documentate come a rischio», sostiene il docente patavino, «il target si allarga a medici, infermieri, veterinari e alla schiera dei “care givers”, cioè delle persone che si occupano di malati a domicilio o che vi convivono: questi dovrebbero essere i primi a proteggersi per non trasmettere il virus. A livello ministeriale si prende in considerazione la sospensione dall'esercizio di quei medici, e non mancano i casi, che suggeriscono ai loro pazienti documentati come critici, di non sottoporsi al vaccino che quest'anno è un trivalente».

Un argomento caldo, quello delle vaccinazioni, che l'anno scorso hanno subito una significativa flessione, attestata sul trenta per cento in meno fra il personale dell'Usl 2 (dato sovrapponibile a quello regionale), a causa delle morti accidentali in centro Italia messe in relazione con un lotto di vaccini dubbio. Un trema che quest'anno casca nel bel mezzo di un dibattito globale, che tira in ballo anche la copertura rispetto a malattie debellate.

«Pensiamo solo al morbillo», dice il docente Palù. «Con la sospensione dell'obbligatorietà delle vaccinazioni nella prima infanzia, nell'annata fra il 2011/2012, i casi di morbillo, pericoloso per la morbilità che può lasciare a strascico e per l'altissima diffusività, registrati in Veneto sono stati 500. La poliomelite, debellata da decenni, torna in Ucraina e in Libia, a due passi da noi, in linea d'aria. E non parliamo dei casi di ricovero, si parla in milioni, dell'anno scorso per le complicanze dell'influenza».

Ne sa qualcosa l'Usl 2 dove si sono registrati anche alcuni decessi. E nell'ambiente ospedaliero, causa la flessione di persone vaccinate, i sanitari sono andati a lavorare con l'influenza addosso, diventandone vettori. Così, come hanno fatto presente il direttore di dipartimento di prevenzione Luigi Cazzola e il responsabile del servizio igiene pubblica Mauro Soppelsa, quest'anno si farà maggiormente leva sull'assunzione di responsabilità fra i dipendenti e tutte le persone che a vario titolo entrino in contatto con soggetti defedati o a rischio, come appunto i care givers.

«Oltre al coinvolgimento di medici, farmacisti e dirigenti scolastici che hanno messo in moto i “peer educators”, cioè gli studenti che comunicano alla pari con i compagni, e gli insegnanti, quest'anno abbiamo coinvolto con un'informativa anche i rappresentanti delle sessanta associazioni culturali, di volontariato e di categoria che operano nel Feltrino».

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