Auronzo, referendum scongiurato

AURONZO. Tuonò tanto, che alla fine non piovve. Lunedì, il consiglio di Auronzo ha votato all’unanimità la sospensione dell’iter che avrebbe dovuto portare al referendum comunale, dopo che il gruppo di minoranza, in data 12 novembre 2013, aveva consegnato al sindaco 852 firme, raccolte in dieci giorni.
Tema del contendere l’adesione o meno del Comune di Auronzo all’unione dei servizi all’interno dell’Unione Montana del Centro-Cadore. Alla fine il sindaco Larese ha annunciato la rinuncia del Comune di Auronzo ad unire i servizi, per la soddisfazione di chi si era battuto contro questa ipotesi.
«Ringraziamo», sottolineano Walter Antoniol e Tatiana Pais Becher, «gli 852 cittadini che avevano appoggiato la nostra richiesta di referendum. Durante il consiglio comunale del 30 marzo avevamo presentato un’interrogazione per sollecitare la maggioranza a inserire la questione all’ordine del giorno del consiglio, per dare una risposta chiara ed esaustiva agli 852 cittadini firmatari, in attesa di una riscontro dell’amministrazione comunale da un anno e mezzo. In questo tempo avevamo sollecitato il sindaco e la maggioranza, chiedendo di proseguire velocemente con l’iter previsto per stabilire modalità e tempi per l’esecuzione della consultazione popolare richiesta dai cittadini, scrivendo anche al Prefetto di Belluno e al Difensore civico della Regione Veneto».
Manifestando la loro soddisfazione, Pais Becher e Antoniol si sono detti non avversi a ipotesi di fusione con altri comuni, proponendo un approfondimento sulla fattibilità di quest’ultima con i comuni di Vigo, Lorenzago e Lozzo.
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