Emergenza profughi Massaro contro Zaia: non siamo al collasso

BELLUNO. Il Veneto non è al collasso. «Siamo al decimo posto tra le regioni italiane per presenza sul territorio di migranti legata all’emergenza sbarchi e come rapporto tra migranti e popolazione siamo addirittura in ultima posizione. Diciamo che ci sono regioni che collassano almeno 10 volte più del Veneto, anche se la percezione delle persone, mi rendo perfettamente conto, può essere diversa».
Sono come un estintore sull’allarme lanciato dal governatore Luca Zaia le parole del sindaco Jacopo Massaro, che ieri sera ha incontrato (accompagnato dall’assessore al sociale Valentina Tomasi) la cittadinanza in sala Bianchi sul tema dell’immigrazione. Dati ai quali il primo cittadino non ha comunque mancato di affiancare le critiche «per un sistema nazionale di gestione dell’accoglienza sicuramente da rivedere. E in molti suoi punti. Intanto si continua a gestirla, e male, come un’emergenza, quando in realtà è un fenomeno radicato ormai da anni. E in questa fase stanno saltando gli schemi ed è quello che non vogliamo. Non vogliamo che ci vengano imposte scelte dall’alto, come Comune pretendiamo di avere potere decisionale sulla questione e di essere informati, anche perchè a Belluno i migranti li abbiamo coinvolti in progetti di volontariato. Oggi i migranti arrivano con poche ore di preavviso e, come tutti sappiamo, senza garanzie sanitarie. I casi di scabbia hanno preoccupato la popolazione e anche il sottoscritto: abbiamo censurato il sistema dei controlli sanitari, non è ammissibile che la profilassi medico-sanitaria prima dei trasferimenti sul territorio italiano si limiti alle sole malattie gravi. Episodi analoghi non devono più verificarsi».
Sui costi dell’emergenza, invece, Massaro ha precisato che «nel nostro Comune i migranti accolti sono 68 e i costi non li sosteniamo noi, nè la provincia, nè la Regione. Sono fondi europei: circa 30 euro al giorno per ospite accolto, dei quali due euro e mezzo sono la diaria per il migrante. Il 30 per cento di questi costi è per il personale e non dobbiamo dimenticare che i soggetti gestori dell’accoglienza sono bellunesi. E hanno assunto bellunesi per operare. Il 25 per cento va invece per gli alloggi dei migranti e parliamo in buona parte di strutture e locazioni di bellunesi, che prima non si riusciva ad affittare. Il 25 per cento è per il vitto, anche in questo caso prodotto e acquistato sul territorio».
Dopo una citazione di De Amicis per ricordare che «l’immigrazione non è un fenomeno che riguarda solo gli altri e non è nemmeno un fenomeno nuovo», Massaro ha lasciato la parola ai presenti e in diversi hanno chiesto come poter dare una mano ai migranti: sia direttamente che attraverso le istituzioni. (ma.ce.)
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