Ideal, uno “storico” accordo di rilancio

TRICHIANA. Tavolo “storico” ieri a Trichiana per la presentazione dell’accordo firmato il mese scorso tra sindacati, rsu e Ideal Standard. Storico perché nel verbale ci sono, per la prima volta, impegni stringenti e dettagliati per il rilancio competitivo dello stabilimento bellunese: 13 punti vincolanti e due tabelle, una reca il cronoprogramma degli investimenti, l'altra definisce la parte economica e finanziaria in capo ai lavoratori.
«Nel mio mandato di assessore ho visto tanti accordi, ma uno così è la prima volta», commenta soddisfatta l’assessore veneto Elena Donazzan, presente su incarico del presidente Zaia. «Oggi è una giornata bellissima, perché quanto raccolto è il frutto del lavoro serio dell'azienda, della grande maturità e lungimiranza dei lavoratori e anche del ruolo della Regione e dell'Unità di crisi di Veneto Lavoro. Insieme abbiamo segnato un modo innovativo e necessario in questi tempi di fare politiche industriali e la Regione c'è», dice ancora l’assessore.
Gli fa eco la rappresentante provinciale del settore Silvia Tormen, che sottolinea anche «il sacrificio economico fatto dai lavoratori per permettere questo rilancio».
«Seguo Ideal Standard da nove anni e ho vissuto ogni fase a fianco dei lavoratori, che si sono dimostrati responsabili e attaccati al proprio stabilimento, in una legittima difesa del posto di lavoro, ma con una visione di rilancio per il futuro», ripercorre le tappe Donazzan, la quale si dice pronta a sollecitare il ministero dello Sviluppo economico affinchè venga sottoscritto ufficialmente l’accordo.
«Dal 2008», prosegue l’assessore, «sono risultate pregevoli le rinunce da parte dei lavoratori per favorire gli investimenti, come l'impianto di cogenerazione per l'abbattimento dei costi energetici. Tutto questo ha pesato nella decisione della multinazionale di restare a Trichiana e investire in un piano industriale che guarda al futuro».
Al tavolo erano seduti ieri gli amministratori di Cesiomaggiore, Feltre, Lentiai, Mel, Limana, Sedico, Belluno, oltre che di Trichiana, i parlamentari Bellot, De Menech, D’Incà, Piccoli, gli esponenti dei sindacati di categoria, le rsu, Sergio Reolon e i vertici locali di Ideal Standard.
Ma se anche i lavoratori si dicono contenti «perché tutto il mondo politico ha risposto alla chiamata del sindaco Da Canal, promettendo di vigilare sull’esecuzione del piano e ci dà coraggio per affrontare le prossime sfide», dice Gianni Segat della rsu, dall’altro resta la preoccupazione che l’azienda possa, più avanti, decidere di lasciare l’Italia, visto che in Bulgaria, ad esempio, il lavoro costa un settimo rispetto all’Italia». «Quindi dobbiamo tenere gli occhi ben aperti», commenta Luca Pezzuolo della rsu, augurandosi «che la politica ci sia vicina per ogni evenienza».
La promessa di vigilare è arrivata da tutti: dai parlamentari presenti a palazzo Piloni fino a tutti i sindaci e assessori dei Comuni. «Non pensate che finisca qui», conclude la prima cittadina Fiorenza Da Canal, rivolgendosi all’Ideal Standard, «vi staremo col fiato sul collo, perché mettiate in pratica quanto contenuto nell’accordo, visto che i lavoratori ci hanno messo già molto del loro».
Intanto, che le cose stiano andando un po’ meglio alla fabbrica di Trichiana lo evidenzia il fatto che lo stabilimento chiuderà per la pausa estiva soltanto tre settimane, invece delle cinque degli altri anni.
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