Il valore aggiunto nel Bellunese è tra i 700 e gli 800 milioni all’anno

Luxottica è elemento identitario delle comunità bellunesi, è centrale per la sopravvivenza delle comunità che possono vivere e prosperare in montagna grazie al valore aggiunto dalla manifattura, in particolare in Agordino, dove l’80% degli attivi ci lavora

BELLUNO. Chi incide concretamente sulla realtà appare poco e non perde tempo in vane parole. Leonardo Del Vecchio è una di queste persone, quando parla dice l’essenziale, ad esempio: «Le aziende sono fatte di processi produttivi e tecnologie, ma sono le persone, con il loro spirito imprenditoriale, a determinare il vero successo di lungo periodo delle nostre imprese». La sua storia sta condensata in queste due righe ma è molto più complessa e controversa di quanto appare.

L’occhiale ha subito una formidabile evoluzione produttiva cambiando funzioni e forme. Si è trasformato da protesi della vista a prodotto del disegno industriale, della moda, del fascino e del lusso e s’avvia a divenire visore di contenuti digitali.

Tutto è cambiato. I processi produttivi: dai banchi individuali alle isole produttive. I materiali: da pochi metalli a sessanta leghe metalliche, plastiche, resine, legno e carbonio. La verniciatura: dalla galvanica al plasma che inquina e costa assai meno. Per produrre montature servono stampi metallici che alimentando l’indotto nella meccanica di precisione. Lo stesso per le minuterie come cerniere, naselli, astucci e accessori. L’esperienza acquista nelle micro produzioni nell’occhialeria, è uno dei fattori della competitività dell’industria meccanica bellunese.

Gli occhiali hanno bisogno di lenti che si sono evolute moltissimo. Sia quelle in vetro minerale e in vetro organico, che fondono a temperature inferiori, con evidenti vantaggi. Ci sono state innovazioni nelle ottiche progressive, nelle tecniche fotocromatiche, antiriflesso e polarizzanti, nelle tempere che aumentano la loro resistenza agli urti e ai graffi. L’universo produttivo che sta intorno all’occhiale ha rilevanza ben superiore a quel che si crede. Riguarda anche il confezionamento e l’imballaggio dell’occhiale, che permettono di ridurre i costi della logistica.

Questo è uno degli elementi del successo Luxottica. Ha due centri logistici in Usa (150 mila pezzi il giorno), uno in Cina (170 mila), uno in Brasile e uno a Sedico (210 mila). I dipendenti di Sedico s’occupano degli ordini e delle spedizioni del prodotto, la cui durata sul mercato è breve ed esige reazioni rapide agli ordini (circa 12 gg), pena la perdita d’importanti volumi di vendite.

Nel 2014, Luxottica ha prodotto 1.900 nuovi modelli di occhiale. La rapidità si deve sposare con la riduzione massima delle scorte: l’invenduto è perdita. Alla logistica efficiente serve lavoro continuo, anche festivo e notturno. Questo spiega il ricorso al lavoro somministrato e segna un conflitto tra impresa e lavoratori, per il 70% donne, che hanno oggettive difficoltà a gestire il tempo di lavoro prolungato. Questo spiega anche come mai, nell’ultimo semestre, sono stati accesi più di 1.000 contratti di somministrazione, molti con stranieri. Questo è il prezzo per mantenere le produzioni nel Bellunese.

Luxottica è impresa multinazionale con 78 mila dipendenti che produce 83 milioni di montature l’anno. Nella produzione ha diecimila dipendenti in Cina, undicimila in Usa, 2.500 in Brasile e diecimila in Italia, dei quali 6.800 nel Bellunese. Ha ventiquattro marchi, 7.084 negozi, cinquanta filiali commerciali in 130 stati. Il controllo del mercato è un’altra intuizione di Del Vecchio, che ha dato a Luxottica la leadership che sta nei numeri: i ricavi dal 2006 sono cresciuti del 64%, gli utili del 49%, il patrimonio del 94%, gli investimenti dell’11,3% e il valore di un’azione è cresciuto da 28 a 53 euro. La delocalizzazione e l’importazione dall’estero, non hanno indebolito le capacità produttive bellunesi. L’export totale della provincia vale circa 2,95 miliardi, (più 89% dal 2000), circa la metà del PIL bellunese. Di questi 1,7 miliardi sono dell’occhialeria, (più 121% dal 2000).

Chi ha pagato il conto sono state le occhialerie artigiane. In quindici anni hanno subito un calo di 327 unità, pari al -60% contro un calo del 36% di tutte le manifatture. Oggi ci sono 341 occhialerie, delle quali 224 artigiane. Le occhialerie bellunesi occupano circa 13 mila persone, i 6.800 dipendenti Luxottica sono il 52%. Il valore aggiunto da Luxottica nel Bellunese è difficile da stimare, ma è valutabile, in complesso, in 7-800 milioni di euro l’anno, circa un settimo del PIL. Luxottica è elemento identitario delle comunità bellunesi, è centrale per la sopravvivenza delle comunità che possono vivere e prosperare in montagna grazie al valore aggiunto dalla manifattura, in particolare in agordino, dove l’80% degli attivi ci lavora. Dimostra che si può fare impresa manifatturiera anche in Dolomiti, anche per tutti gli altri imprenditori più piccoli che lo fanno altrettanto bene. È modello di relazione industriale innovativa, per struttura organizzativa, per gli strumenti di welfare utilizzati e per OneSight (organizzazione non profit di aiuti internazionali). È strumento di emancipazione sociale delle donne, e d’integrazione lavorativa per molti immigrati e per le loro famiglie. Certamente ci sono cose che non funzionano anche in Luxottica. Ma la riconoscenza e la gratitudine sono i sentimenti prevalenti. Per Leonardo Del Vecchio, questo vale più dei nove milioni distribuiti ai lavoratori.

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