Piave, mais sponcio e fagioli in luce all’Expo

I prodotti feltrini e bellunesi protagonisti ieri a Milano della giornata Coldiretti dedicata alle Dolomiti

MILANO. Dal formaggio Piave dop ai fagioli Lamon, dal mais sponcio all'orzo della birra Pedavena, dallo speck ai formaggi di pecora, senza dimenticare gli ottimi vini e i biscotti Sartorelli del Cadore. Sono solo alcuni dei prodotti feltrini e bellunesi che sono stati gustati ieri al padiglione Coldiretti, a Expo, che ha ospitato le Dolomiti bellunesi, patrimonio Unesco. «Belluno in termini economici rappresenta pochissimo, ma per l'Italia è il dettaglio che permette di raggiungere la perfezione», ha spiegato Antonio Maria Ciri, direttore di Coldiretti Belluno e Treviso. «Pensiamo al piccolo agricoltore eroico che vive in queste montagne, dove fare agricoltura è difficile, e la si fa soltanto grazie a un know how tramandato di generazione in generazione: solo così si può capire quanto la qualità dei nostri prodotti sia difficile da raggiungere, ma anche importante per mantenere il territorio, anche perché fare impresa in montagna significa tutelarla, non solo per chi vive lì, ma anche per chi sta in pianura».

E la “eroicità” dei produttori bellunesi è stata celebrata in un clima di festa, con degustazioni nella cornice della terrazza di Coldiretti, con vista su Cardo e Decumano. «Abbiamo avuto una risposta importante da parte del pubblico», ha assicurato Ciri.

Ad attirare i visitatori sono state le pietanze cucinate dagli “agri-chef”, la nuova figura che Coldiretti Veneto vuole diffondere nell'arte culinaria italiana. Ieri, per Belluno, è stata la volta di Riccardo Gaspari, giovane ex sciatore di Cortina, che ha proposto la “panata”, una vellutata di pane, che si cucinava per consumare il pane vecchio.

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