Integrativo Luxottica: i sindacati chiedono l’aumento del salario

Presentata nei giorni scorsi la piattaforma che prevede anche la maggiore stabilizzazione dei contratti di lavoro
Agordo, 12 ottobre 2006. Lo stabilimento della Luxottica azienda produttrice di occhiali
Agordo, 12 ottobre 2006. Lo stabilimento della Luxottica azienda produttrice di occhiali

AGORDO. Sperimentare forme di orario che permettano di incrementare l’occupazione ma anche che possano conciliare i tempi di vita e di lavoro, insieme ad un aumento sensibile dei vari premi produttivi dei lavoratori. Questi alcuni punti della piattaforma per il rinnovo del contratto integrativo presentata la settimana scorsa dai sindacati di categoria ai vertici di Luxottica ad Agordo. L'obiettivo è di giungere entro breve all'approvazione visto che l'ultimo contratto è scaduto un anno e mezzo fa.

«La piattaforma», spiegano Nicola Brancher segretario della Femca Cis, Giuseppe Colferai della Filctem Cgil e Rosario Martines della Uiltec, «tiene conto della situazione florida in cui versa la società, che chiediamo abbia ricadute proporzionali su chi l’ha resa possibile, cioè i lavoratori».

L’azienda, sta raggiungendo, infatti, il record occupazionale: 80 mila addetti nel mondo di cui 10 mila in Italia, inoltre prevede centinaia di milioni di investimenti, investimenti che tutti si augurano siano concentrati in territorio italiano.

Orario di lavoro. È l’orario di lavoro una delle leve che ha consentito all'azienda di raggiungere i suoi obiettivi «insieme alla svalutazione dell’euro nei confronti del dollaro», precisa Martines.

Le parti sociali chiedono che l’orario venga ben governato così da evitare troppi straordinari ma anche troppi part time, sperimentando nuove forme di orario che permettano di incrementare l'occupazione. «Le richieste di part time, dovute in gran parte al fatto che l’80% dell’occupazione in Luxottica è rappresentanto da donne», dice Colferai, «iniziano a essere superiori alle possibilità di concessione da parte dell’azienda. Quindi la partita va gestita bene, per dare la possibilità ai dipendenti di poter lavorare sì, ma anche vivere la loro vita». Su questo punto anche Brancher sottolinea che «la crescita produttiva della società in questi ultimi mesi sta ponendo dei problemi nuovi: ai lavoratori è chiesto di lavorare di più creando uno squilibrio con il tempo di vita. Per cui come sindacati dobbiamo ben analizzare fin dove assecondare questo processo di crescita». «Anche perchè», aggiunge Martines, «un conto è la flessibilità, un conto sono gli straordinari. E se viene richiesta più flessibilità si dovrà avere anche più salario».

Salari e premi. Per quanto riguarda il salario, i tre segretari annunciano la richiesta all’azienda di aumenti importanti, proprio per rispondere ai maggiori sacrifici richiesti. Nella piattaforma si domanda all’azienda di realizzare incrementi «significativi dei livelli dei premi corrisposti, ammodernando quello di redditività, e introducendo premi legati ad indici di stabilimento».

«Oggi», dice l’esponente della Filctem, «la contrattazione di secondo livello va dai 5000 ai 7000 euro a seconda che si tratti di turnista o meno, in cui rientrano i 1.500 euro di premio di risultato, somma che non corrisponde all’aumento di fatturato, poi c’è il welfare di circa 500 euro, la mensa è gratuita, l’1% di previdenza, e i 2700 euro di vecchio premio di produzione congelato». I sindacati chiedono poi che vengono applicati anche ai lavoratori somministrati i premi aziendali, «perché anche loro contribuiscono allo stesso modo degli altri al successo della società», dicono.

Occupazione. E parlando di addetti somministrati, l’attenzione cade sulla necessità di stabilizzare i rapporti di lavoro. «Il 13.2% degli addetti hanno oltre 50 anni, e negli anni prossimi quasi il 50% sarà in tale condizione, per cui è necessario definire politiche attive per attuare l'ingresso di giovani. Dal 2007 ad oggi la società ha confermato più di 1300 persone in tutti gli stabilimenti». Su questo punto i tre segretari non fanno numeri, perché «non sappiamo quanto possa durare questo trend, anche se portando in Italia più volumi produttivi, si potrà creare anche più occupazione», sottolinea Martines. Ma la piattaforma non tralascia la richiesta di un maggiore confronto tra azienda e sindacati con l’incontro una volta all’anno con l'amministratore delegato.

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