Telecabina di Arabba la Provincia mette i paletti

LIVINALLONGO. La telecabina Arabba-Portados si può fare osservando però una serie di prescrizioni. La Provincia ha espresso martedì il giudizio favorevole di compatibilità ambientale anche per la telecabina Arabba e Portados. Rispetto alla cabinovia Molino-Le Buse, però, Palazzo Piloni ha accompagnato il sì con una serie di prescrizioni che la ditta proponente dovrà rispettare: dall'inerbimento ai tempi di intervento, dal monitoraggio di aria e rumore, alla verifica dell'assenza di riproduzione in atto di alcune specie faunistiche. La telecabina, il cui progetto è proposto da Sofma spa, nascerà nel comprensorio di Arabba Porta Vescovo e sostituirà integralmente l'esistente seggiovia biposto Portados con il rifacimento delle stazioni a monte e a valle e con la realizzazione di infrastrutture accessorie e complementari (modifiche al sistema delle piste da discesa).
Ecco, però, quello a cui si dovrà prestare attenzione in fase di costruzione. Innanzitutto, per la Provincia, occorrerà «ridurre al minimo indispensabile l’intervento di livellamento delle piste definendo in sede di progettazione esecutiva specifici elaborati grafici di dettaglio che individuino puntualmente le aree interessate dall’intervento e le relative dimensioni delle superfici interessate». Quindi andranno attenuati gli effetti di separazione di habitat/popolazioni creando, per esempio, mosaici vagetazionali lungo il sedime della pista. Il programma di realizzazione di piste e infrastrutture dovrà essere accurato «in modo da contenere i disagi per l'avifauna durante il periodo riproduttivo». Sarà quindi cura della ditta ridurre all'indispensabile l'estensione delle aree di cantiere e ripristinare, al termine dei lavori, lo stato originario dei luoghi. Cura dovrà essere prestata all'inerbimento.
I tagli ai margini di vecchi popolamenti forestali dovranno essere evitati, mentre le superfici rocciose eventualmente dissodate andranno invecchiate con adeguate sostanze ossidanti. Infine, la Provincia chiede altre due cose: un piano di monitoraggio dettagliato ante e post operam per le componenti ambientali: aria, rumore, habitat naturali; la verifica, durante la fase di cantiere, circa l'assenza di riproduzione in atto delle specie faunistiche d'importanza comunitaria nei luoghi interessati dai lavori, nel rispetto degli obiettivi di conservazione dei siti Rete Natura 2000. (g.san.)
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








