Edizione da record, 5000 in motocicletta

BELLUNO. Cavalli in libertà. Il sole bacia più di 5.000 carburatori già roventi. I brividi di emozione dei centauri si vedono anche sopra la pelle delle tute. Altissimi quando una Honda Varadero grigia e una Suzuki TL 1000 R rossoblù entrano nella cattedrale e i loro autisti mettono il cavalletto davanti all’altare. Sono le due ruote dei presidenti dei Grifoni Belluno e del Moto club Feltre, gli organizzatori di un’edizione da record. Non c’erano mai stati così tanti motociclisti, come nel trentennale, e finora solo la chiesa alessandrina di Castellazzo Bormida, dove c’è la Madonnina del centauro, aveva ospitato delle moto. Quello è il raduno più importante e frequentato d’Europa, ma a Belluno è andato così bene che già si pensa di ripeterlo e migliorarlo. L’hanno detto tutti, a partire dal sindaco Jacopo Massaro. E deve averlo pensato anche il vescovo Giuseppe Andrich, che ha benedetto i centauri con don Rinaldo Sommacal e don Fabio Fiori.
Partenza e arrivo. Il ritrovo a Feltre, in via Marconi: basta guardarsi intorno, per capire che i partecipanti sono tantissimi. La carovana si mette in marcia scortata dai carabinieri e la velocità consigliata è di 40 chilometri orari. Pazienza se qualche motore si surriscalderà, perché bisogna raggiungere Belluno verso mezzogiorno. Quando i primi arriveranno in città, gli ultimi della fila saranno poco dopo il via: un serpentone lungo una trentina di chilometri. L’unico veleno può essere quello del gas di scarico, ma amen. Il ritrovo è in un’affollatissima piazza dei Martiri, prima di posteggiare, lungo piazza Castello fino a palazzo Rosso. Una sfilata di gioielli e di rumori: dall’inconfondibile Harley Davidson al più popolare cinquantino, passando per tutti i modelli possibili.
La cerimonia in Duomo. Le moto presidenziali sono già ai piedi dell’altare, quando monsignor Andrich accoglie una vera folla. Non c’è un posto libero sui banchi e c’è gente anche nelle navate laterali: «Voglio augurare la protezione delle ali di un angelo a voi, che provate l’ebbrezza dell’andare in moto, cosa questa che mi ricorda la mia giovinezza». La seconda lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi e poi il benvenuto di don Rinaldo: «Ve lo danno la superbia delle Dolomiti e la bellezza della città del Piave. La speranza è che sappiate sempre calcolare il rischio e affrontare il pericolo».
La preghiera e il saluto. Immancabile la recita della preghiera del motociclista da parte di Daniele Gorza, il numero uno del Moto club Feltre: «Ti ringrazio Signore, per avermi dato l’impeto del vento, l’abbraccio del sole, del freddo e della pioggia...». E doveroso il saluto a Mirko, un centauro bellunese di 30 anni, che è sopravvissuto a un gravissimo incidente stradale, solo un mese e mezzo fa, a Verona. È arrivato sulla sua carrozzina: non poteva davvero mancare, in mezzo a tantissimi amici.
La benedizione finale. Qualche parola da parte delle autorità, dal primo cittadino al vice prefetto vicario Carlo De Rogatis, che è motociclista da molti anni e poi la benedizione, che ha chiuso la parte ufficiale della cerimonia, con l’appuntamento alla prossima edizione.
Il pranzo in città. Molti locali del centro erano convenzionati con i due club e c’è stata la possibilità di pranzare con una quota molto ragionevole. Affari per tutti. L’alternativa erano i chioschi, che hanno servito panini con il pastin e patatine, innaffiati dalla birra. La raccomandazione per tutti era di non esagerare, anche in vista del viaggio di ritorno.
Festa e concerto. A stomaco pieno, devono essere sembrate ancora più gradevoli le note dei Toys, la band che si è esibita in piazza Duomo, su un piccolo palco montato ai piedi della prefettura. Musica per tutte le età, in una giornata indimenticabile e da riproporre tra un anno.
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