Buco di 700 mila euro per Alpine Guide udienza a metà aprile

BELLUNO. Quasi 700mila euro: una voragine. Sarebbe questa l’entità del buco lasciato dall’agenzia viaggi Alpine Guide di via Carrera 12 a Belluno, registrata alla Camera di Commercio come Info.Vacanze srl, con amministratore unico Roberta Arnoldo e direttore tecnico Sandro Del Favero.
Nei giorni scorsi lo stato passivo della società è stato depositato in Tribunale a Belluno dal curatore fallimentare Alex Ghedina, di Cortina d’Ampezzo, documenti sulla cui base è stata fissata l’udienza per il 15 aprile.
Una vicenda che ha avuto origine nel novembre 2013, quando vennero chiuse le tre filiali dell’agenzia di viaggi: nella centralissima via Carrera, a Belluno, a Valle di Cadore in via Rusecco e nella sede trevigiana di Conegliano. Da allora una sessantina le denunce presentate dai clienti (tra loro, come riferito a suo tempo da Federconsumatori, anche alcune coppie di sposi che avevano prenotato, e pagato, il viaggio di nozze da Alpine Guide).
Il maggior passivo dell’agenzia (oltre 500mila euro) è quello relativo alle retribuzioni dei dipendenti, ai contributi previdenziali obbligatori, alle indennità di fine rapporto, all’assicurazione obbligatoria per invalidità e vecchiaia, tributi diretti, Iva. Voci che, dal punto di vista giuridico, avranno la precedenza sull’eventuale rimborso dei clienti dell’agenzia che hanno chiesto la restituzione delle somme versate per viaggi mai effettuati: una mancata erogazione del servizio quantificata in circa 160mila euro.
Nonostante la procedura fallimentare in corso, sembrano ridotte al lumicino le speranze dei clienti truffati, visto che sembra quantomeno improbabile che la società disponga dei capitali sufficienti a soddisfare tutti i creditori.
L’agenzia Alpine Guide, infatti, al momento si trova al centro di un’indagine dove le ipotesi di reato per le persone indagate sono quelle di associazione per delinquere e truffa. Nonostante le difficoltà che stava attraversando, con alberghi, voli e altri servizi mai saldati, per diversi mesi l’agenzia continuavano a proporre, organizzare e vendere viaggi e pacchetti-vacanza, incassando regolarmente le somme versate dagli ignari clienti.
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