Passi chiusi, allarme tra baite e rifugi

ARABBA. Se quest’estate venissero chiusi, anche solo per qualche ora, i passi dolomitici sarebbe un disastro senza precedenti. Osvaldo Finazzer e Stefano Illing, rispettivamente presidente e vicepresidente del Comitato per la salvaguardia dei Passi dolomitici, hanno calcolato, sulla base di precedenti esperienze, che il solo passo Falzarego ha perso 50 mila euro al giorno in occasione degli stop domenicali del passato, a seguito anche di quelli del passo Gardena e Sella nel 2008 e nel 2011.
«Ci giungono notizie allarmanti di incontri fra forze politiche della Provincia Autonoma di Bolzano ed i sindaci della Val Gardena e Val Badia per improvvisare un intervento di chiusura del passo Gardena e del passo Sella nel prossimo periodo estivo» lancia l’allarme Finazzer dal passo Pordoi, «ci siamo immediatamente riuniti, come rappresentanti delle aziende che verrebbero coinvolte, e chiediamo di essere informati».
Ben 79 le imprese che temono di essere danneggiate, con un numero complessivo di 623 addetti. Tre sono di Arabba (con 40 dipendenti), 16 sul Falzarego con 132, 15 sul Fedaia con 84 addetti. Le altre sono dei passi Campolongo, Gardena, Sella e Poroi. Hanno scritto una lettera a tutte le autorità interessate.
«Il problema del traffico e dell'inquinamento è evidentemente esagerato per motivi ideologici» affermano Finazzer e Illing, «è una sensazione, un’ idea, è una forza di persuasione: il traffico c'è in alcune giornate di bel tempo che si contano sulle dita di una mano. Nello spazio di pochi anni avremo le automobili elettriche e quindi il problema del rumore e dell'inquinamento svanirà». Il 90% del traffico è dato dall'auto e dai pullman. «Un domani la bicicletta e la mountain bike potranno dare un contributo maggiore ma non oggi e, in ogni caso, non potranno mai sostituire l'automobile» rileva Finazzer, rivolto agli ambientalisti e ai pubblici amministratori. Illing, dal canto suo, osserva che gli impianti a fune offrono un servizio di accesso agevole e sicuro ad una grandissima parte di turisti che vogliono raggiungere le vette ma non possono sostituirsi alle automobili. «Se riduciamo la mobilità sulle strade riduciamo di conseguenza la clientela nelle valli».
Per gli impiantisti, chiudere le strade sarebbe una follia. «Dobbiamo coltivare ed offrire tutte le nicchie di mercato possibili senza penalizzare nessuna. In generale preoccupa questo atteggiamento religioso nei confronti di un ambiente astratto idealizzato» sostiene ancora l’imprenditore ampezzano. Per il Comitato dei Passi è sbagliato pensare che il mercato turistico di ogni valle sia sufficiente alla valle stessa. «Noi siamo già percepiti nel mercato per le differenze di prodotto e di offerta rispetto alle valli, la possibilità di collegamento con le valli confinanti è una componente essenziale per la qualità di proposta di ognuna. Lo si vede» fanno notare Finazzer ed Illing, «nel movimento verso Cortina per lo shopping e la gastronomia di qualità, verso la Val Badia per l'artigianato del tessuto, verso la Val Gardena per l'artigianato della scultura nel legno, verso la Val Fodom per i prodotti caseari nei "caseli" e le malghe (il "caselo" in fodom è dove i contadini portano il latte ed il "malgher" è la persona con esperienza che lo trasforma in formaggio), verso la Val di Fassa per la specializzazione di alcuni importanti negozi di articoli sportivi e l’artigianato».
Dunque - si chiedono gli imprenditori - che senso ha offrire una vacanza in montagna se la montagna non è raggiungibile ? «I passi sono allo stesso tempo un punto di arrivo inteso come il raggiungimento del punto più alto ed un passaggio inteso come il trasferimento in un'altra valle, in un'altra comunità con un altro panorama» insiste Finazzer, «noi siamo vincenti perché offriamo ancora un senso di libertà, d'inverno con lo sci, con un unico abbonamento il Dolomiti superski ci si sposta liberamente senza confini, senza ostacoli senza la preoccupazione di arrivare erroneamente in un comprensorio con altro abbonamento per il transito sugli impianti a fune e d'estate con gli spazi aperti ed accessibili a chiunque». Paradossalmente, invece, i passi chiudono.
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