Il Vajont nell’ex chiesa di Libano

SEDICO. Il Circolo ricreativo e culturale “San Giorgio” procede spedito sulla strada del pieno riutilizzo dell’ex chiesa sconsacrata dei santi Faustino e Giovita a Libano di Sedico.
Già incassati l’assenso della parrocchia e l’appoggio deciso, dopo quella precedente, anche dell’attuale amministrazione comunale guidata dal sindaco Stefano Deon, il circolo culturale presieduto da Marcello Fant, con il supporto degli architetti Cecilia Bertolissi e Serafino Marcadent, già autori di un preliminare studio di fattibilità per il recupero funzionale della chiesa, ha messo in calendario un appuntamento culturale denso di significati, una toccante occasione di incontro che segnerà l’inizio del lungo cammino verso il riutilizzo dell’edificio di culto sconsacrato.
Un edificio di culto del cui impianto originario si ha notizia fin dal Trecento, probabilmente edificato sui resti di un tempio dell'VIII-IX secolo dedicato ai santi patroni Faustino e Giovita.
Gli organizzatori hanno voluto legare questo primo incontro, fissato il prossimo sabato 13 settembre (in caso di maltempo l’appuntamento verrà posticipato al sabato successivo), a quello che è stato uno degli episodi di maggiore impatto emotivo per la comunità locale: i tre giorni in cui la chiesa di Libano ospitò alcune salme recuperate lungo il Piave, all’indomani della tragedia del Vajont.
L’idea di ricordare quel momento pareva dovesse concretizzarsi in occasione del cinquantesimo del Vajont; allora non se ne fece nulla, ma siccome la tragedia, per definizione, è qualcosa che esula dal tempo e rimane eternamente viva, ecco che ora il Circolo ricreativo e culturale “San Giorgio” organizza un momento di ricordo e riflessione per le vittime di quella immane catastrofe, in particolare per quelle che nella chiesa dei santi Faustino e Giovita trovarono un luogo di umana compassione.
La rappresentazione si terrà all’aperto, sul sagrato della chiesa, con una parte recitata dal vivo dalla compagnia teatrale alpagota SeQueris, cui seguirà la proiezione del film-documentario sul dopo Vajont realizzato lo scorso anno su soggetto del professor Marco Tonon e regia di Manuele Cecconello ed a cui avevano contribuito proprio i SeQueris prestando alcune parti del proprio allestimento teatrale tratto dall’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, con la regia di Claudio Michelazzi.
Alla serata culturale presenzieranno i due registi Cecconello e Michelazzi nonchè il professor Tonon, museologo della fondazione Mazzotti di Treviso. La scelta del Circolo è stata quella di partire da un momento di raccoglimento ed austerità verso un cammino piuttosto difficile, anche se la partecipazione fin qui manifestata da parte di tutti lascia intendere che la strada intrapresa è quella giusta.
Roberto Bona
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